Scrivo da anni sui social affrontando temi di attualità come la politica, la legalità, la lotta alla mafia senza contare il periodo in cui ho svolto attività amministrativa dove quasi quotidianamente ho postato note informative per la comunità.
L’Italia è afflitta da mali storici come la corruzione, la brutta politica, la mancanza di lavoro, il cattivo funzionamento dei servizi, eppure, non sono temi che attirano troppa attenzione.
Quello che, nonostante tutto, scatena reazioni di ogni genere è lo sport.
Malgrado non serva a migliorare le condizioni degli italiani, estremamente passivi sui temi sociali e importanti per la vita delle famiglie, la “fede” sportiva riesce a mobilitare le masse, ha la capacità di accendere passioni sane e insane: riesce a trasformare miti personaggi anche acculturati in energumeni sguaiati e violenti.
Lo specchio sono i social, dove sollecitare una discussione di natura sportiva, magari criticando un “campione” amato dai più, accende gli animi e i leoni da tastiera.
Fa sorridere, ma nello stesso tempo fa riflettere il numero spropositato di soggetti, donne e uomini, che, se va bene, invitano chi non la pensa come loro a chiudere la bocca e a farsi gli “affari suoi”, altrimenti li sommergono con un profluvio di insulti.
Quelli più interessanti sono i commenti dove ti danno dell’ignorante, utilizzando parole sconnesse o insulti degni dei trogloditi.
Se approfondisci e vai a vedere chi sono quei personaggi, scopri che molti di loro hanno a che fare con lo sport, magari, con i giovani ai quali dovrebbero insegnare “l’etica dello sport”, oppure, professionisti che davanti a una tastiera si trasformano in social Hooligans.
Fa impressione vedere quanto astio c’è in certi post, quanta energia negativa promana da certe parole scritte con rabbia con l’intento raffazzonato di voler difendere i propri beniamini.
Non importa se poni questioni estranee alle qualità sportive, il c.d. campione non si può criticare perché ciò scatenerebbe orde di esagitati pronti ad insultarti in tutti i modi, gente sconosciuta che interviene sulle tue pagine social per postare il suo sdegno infarcito di improperi.
In fondo non c’è nulla di strano, siamo italiani e viviamo di sport, non per nulla si dice che ci siano milioni di allenatori in questo Paese, che di volta in volta beneficia di ingegneri, medici, sondaggisti, politologi tutti laureati presso l’università Meta, con sedi in Instagram, Whatsapp e Messenger.
Eppure i social sono uno strumento fantastico, che offrono opportunità incredibili se solo fossero usati con intelligenza ed educazione. Fanno tremare le dittature e, purtroppo, sono anche usati per diffondere fake news e condizionare chi non ha gli strumenti culturali per difendersi da queste informazioni manipolate e antidemocratiche.
Ti consentono di contattare e vedere persone care in qualunque parte del mondo: sui social puoi alimentare discussioni, confronti e far viaggiare rapidamente informazioni importanti.
Continuo ad essere convinto che i social siano uno strumento di libertà e democrazia, dove però sono sempre in agguato i leoni da tastiera, una specie umana che attraverso la rete fa viaggiare la sua arroganza e la sua ignoranza, due “qualità” di cui gli appartenenti alla specie vanno fieri e non fanno nulla per nasconderle agli altri.

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