La vicenda dei due ragazzi, Filippo e Giulia, ventiduenni scomparsi da giorni riapre, per l’ennesima volta, la questione del rapporto uomo donna in questo Paese. C’è un veleno, prodotto da tradizioni e religioni, che uccide l’uguaglianza tra i sessi, alimentando una violenza bestiale nei confronti delle donne. Servirebbe un antidoto e, forse, ripartendo da un concetto tanto caro alla parte politica più conservatrice e arretrata sul piano dei diritti civili, quella sovranista, si potrebbero trovare gli anticorpi capaci di combattere questa malattia millenaria, allo stato, incurabile.
Dio, Patria e famiglia.
Dio: la Chiesa dovrebbe attuare le riforme in grado di scardinare ogni forma di misoginia di cui è intrisa. Occorrerebbe superare la logica Paolina per cui l’uomo è la gloria di Dio e la donna è quella dell’uomo: “Come si fa in tutte le chiese dei santi, le donne tacciano nelle assemblee, perché non è loro permesso di parlare; stiano sottomesse, come dice anche la legge. Se vogliono imparare qualcosa, interroghino i loro mariti a casa; perché è vergognoso per una donna parlare in assemblea”. Sarebbe estremamente semplice, leggendo la Genesi nella maniera giusta e non come fatto finora nella catechesi. La donna non può essere quella di Yhaweh, ossia la costola di un uomo (II cap. Genesi), ma l’uomo deve essere quello di Elohim (I cap. Genesi): “E Dio creò l’uomo (l’essere umano) a sua immagine;
a immagine di Dio lo creò:
maschio e femmina li creò.
Dio li benedisse e Dio disse loro:
«Siate fecondi e moltiplicatevi,
riempite la terra e soggiogatela,
dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente che striscia sulla terra». L’antidoto è nelle scritture, non bisogna andare fuori. Inoltre, occorrerebbe andare avanti sul piano organizzativo consentendo alle donne di diventare preti, vescovi, cardinali e Papa. Sarebbe straordinariamente bello, sarebbe straordinariamente importante.
Patria: servirebbe rimuovere concretamente ogni ostacolo in direzione di un’uguaglianza effettiva tra i sessi, eliminando ogni forma di discriminazione. Dalle scuole bisognerebbe sradicare i concetti basati su principi e principesse che ancora resistono, contribuendo ad alimentare differenze inutili ed esiziali. Il drago può ucciderlo anche la principessa per liberare il principe dalla torre. Va Insegnato ai bambini che l’unica differenza tra uomo e donna è fisica e, insieme a ciò, sarebbe indispensabile insegnare l’educazione sessuale fin dalle elementari, per evitare che il sesso venga scoperto attraverso la pornografia che, spesso, riduce la donna a un semplice oggetto.
Famiglia: qualunque forma di famiglia, dovrebbe contribuire a espungere ogni elemento discriminatorio nei confronti della donna, educando i figli all’assoluta parità di genere.
So che è difficile se non impossibile, ma se vogliamo che cessi questa strage e le piccole e grandi violenze quotidiane, a partire dai luoghi di lavoro, sarebbe necessario provarci, seriamente senza ipocrisie.

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