I social sono un importante strumento di informazione e democrazia.
Tutti hanno accesso a questo mondo che, purtroppo, oltre alla bellezza di una comunicazione universale nasconde insidie di molti generi.
Le “fake news”, per esempio, diffuse in modo scientifico rappresentano un pericolo per le democrazie, soprattutto, se vanno ad interferire con la politica, condizionando pezzi di opinione pubblica.
Se utilizzati con criterio, i social, sono un elemento imprescindibile delle libertà nel mondo democratico, mentre si trasformano in perfetti strumenti di controllo nei regimi autoritari.
Da noi i social sono iperfrequentati e navigando qui e la ti rendi conto di come le persone li utilizzino per mettere in vetrina le loro esperienze, i momenti di divertimento e anche, non di rado, il dolore.
Quello che non viene mai meno è l’intervento stupidamente polemico, privo di qualsiasi fondamento, che campeggia tra i commenti o spicca come post a se stante.
L’autore, di solito a digiuno di conoscenze nel merito, vuole polemizzare a prescindere e per far ciò utilizza l’insulto che svetta tra errori grammaticali e periodi senza senso.
C’è chi in questo modo cerca di fare politica, evitando sovente il confronto, svilendo il proprio ruolo tra svarioni ortografici e strafalcioni lessicali.
I social per me restano una vetrina importante e un’espressione di democrazia senza confini, anche se c’è chi li utilizza per fini inconfessabili e/o per cercare di condizionare il giudizio delle persone prive degli opportuni strumenti culturali per gestire le informazioni che ricevono.
Quindi viva i social e la libertà che offrono alle persone e perché no, per la possibilità che ci concedono di conoscere gli altri.
I social esaltano, in taluni casi, le qualità dei singoli; in altri, palesano “urbi et orbi” gli imbarazzanti limiti di chi non ha ancora compreso che è meglio tacere (non scrivere), per non mettere in vetrina la propria misera ignoranza.

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