Abbiamo problemi seri, che condizionano il presente e il futuro dei nostri giovani e nessuno parla.
Per il “Green-pass”, con una pandemia in atto, mettono a soqquadro le città.
Ci sarebbe da ridere, se non facessero danni e non ci fossero i fascisti ad assaltare le sedi presidio di democrazia.
Un’escalation, per certi versi, incomprensibile anche se, ascoltate decine di interviste e interventi di chi considera il “Green pass” un limite alla libertà personale, il quadro che ne esce è sostanzialmente di una imbarazzante debolezza culturale.
Si comprende anche l’enorme potere dei social, in grado di condizionare attraverso un profluvio di fake il giudizio e i comportamenti delle persone in difficoltà e culturalmente più fragili.
In tale contesto, è stato semplice per le “menti” dei gruppi neofascisti, anch’esse abituate a guidare organizzazioni composte da elementi disagiati, la cui conoscenza si limita agli slogan da stadio e a qualche runa, prendere le redini della protesta contro la certificazione verde, deviandola su sentieri politicamente eversivi. L’assalto alla sede nazionale della Cgil a Roma è stato l’acme di questa operazione portata avanti da esponenti legati al terrorismo neofascista. Immagini che ci hanno riportato alla violenta follia di “Capitol Hill” e al ventennio fascista in Italia.
Non può esserci tolleranza nei confronti dei promotori ed esecutori di queste violenze, ma non ci può essere nemmeno comprensione nei confronti delle richieste di abolizione del “Green pass”, visto che tali istanze si fondano su presupposti assurdi di chi considera il vaccino un veleno, uno strumento di controllo delle persone, un veicolo col quale inserire nel corpo pericolosi microchip, etc. etc..
La lotta alla pandemia e a questo virus “monstre”, che sta cambiando il modo di relazionarsi nel mondo, che è costato milioni di vittime, è un affare estremamente serio e non può diventare una boutade per appassionati di fantascienza di serie B.
Certo, l’obbligo vaccinale sarebbe il passo più razionale per affrontare nel miglior modo possibile questo contagio infinito, ma se si è scelto di perseguire un approccio più morbido, l’importante è portarlo avanti fino in fondo.

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