Io non sono razzista, omofobo, misogino però…

Sto leggendo di tutto sul fatto che la nostra Nazionale si sia inginocchiata insieme alla squadra del Belgio. I contributi più “interessanti” sono di coloro i quali ci ricordano che il razzismo non si combatte “inginocchiandosi”, che vanno a braccetto con quelli che affermano che l’omofobia non si contrasta approvando il ddl Zan, che si sposano con le affermazioni di civiltà sulla responsabilità delle donne nel caso subiscano violenza.
Nessuno di questi è razzista, omofobo o maschilista, assolutamente; ritengono che non sia solo colpa di chi discrimina per il colore della pelle, o, magari, insulta e picchia un ragazzo perché ha deciso di mettersi lo smalto sulle unghie o violenta una ragazza perché indossa degli short troppo corti.
Sono solo garantisti.
Poi, però, sono convinti che occorra difendere i confini della Patria, (chiedo perdono ai nostri caduti nelle trincee), cannoneggiando le carrette del mare piene di disperati.
Nel qual caso il garantismo non vale.
Io penso che sarebbe più dignitoso (magari il termine è improprio) definirsi per quel che si è, perché lo sforzo per celare la “pattumiera di disvalori” alla base di certe ridicole piroette lessicali, oltre che inutile appare ridicola.
Non so, sarebbe meglio scrivere: “io sono razzista, perciò non sopporto che la nazionale si inginocchi”. Oppure: “Io non ho nulla a che fare con froci e lesbiche, perciò sono contro il ddl Zan, perché è un mio diritto schifarli e picchiarli”. Ancora: “Sono convinto che un uomo che violenta una donna sia stato provocato. Magari lei indossava una gonna troppo corta o girava sola di sera, oppure, ha accettato un passaggio in auto, magari è uscita a cena sola con due amici”.
Nella storia, le grandi rivoluzioni culturali e sociali si sono nutrite anche di simboli, di gesti che ne hanno segnato per sempre il ricordo.
Anche le tragiche follie sono state contraddistinte da simboli e gesti, purtroppo.
Per combattere razzismo, per affermare diritto a vivere senza paura in questo momento storico serve anche inginocchiarsi; un gesto semplice, che nei secoli ha significato sottomissione a qualcuno e, adesso, invece rappresenta la ribellione civile ai soprusi, palesa la volontà di contribuire, ognuno per la propria parte, ad affermare una società dove il colore scuro della pelle non significhi più emarginazione, paura e dolore.
Arrivare a conquistare il titolo europeo, potrà avere un significato ancora maggiore se la nostra Nazionale avrà anche contribuito al tentativo di rendere migliore il nostro tempo.
In fondo, basta un piccolo gesto.

Lascia un commento