Siamo un Paese vecchio, non solo anagraficamente ma anche e soprattutto politicamente e amministrativamente.
Non saranno una discoteca o una vittoria della Nazionale a farci più moderni; servono idee, coraggio, competenza e onestà.
Saremo diventati “grandi” e migliori quando i nostri giovani più preparati non emigreranno più e quelli migliori di altre nazioni chiederanno di venire a lavorare da noi.
Saremo diventati una nazione forte e moderna quando la precarietà lascerà il posto alla certezza.
Saremo diventati una comunità migliore quando l’onestà sarà percepita come una qualità da premiare.
L’Italia sarà migliore quando la politica rinuncerà agli slogan, mettendo al centro i diritti delle persone e i bisogni reali del Paese.
Fino a quel momento faremo i conti soltanto con le nostre presunzione, furbizia, disonestà e arretratezza.

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