L’antifascismo come dovere etico e morale…

Rispondo volentieri a chi trova strano l’impegno mio personale e dell’intera Amministrazione nella lotta ai disvalori fascisti e a quelli che dicono che il fascismo è morto oltre settant’anni fa e che bisogna pensare ad altro.
Premetto, non c’entra nulla con il lavoro che, quotidianamente, tra mille difficoltà, portiamo avanti per gestire al meglio l’Ente.
L’impegno antifascista penso debba essere proprio di ogni cittadino italiano, che sia di destra, di centro o di sinistra, visto che questa Repubblica nasce dalla Resistenza al fascismo, che non è una idea politica ma un’ideologia violenta, razzista, omicida. Una ideologia che non può essere tollerata o ignorata.
È evidente che, negli ultimi anni, ci siano stati rigurgiti fascisti e troppi simboli e slogan siano stati sdoganati grazie all’acquiescenza e ai silenzi di alcuni partiti populisti e sovranisti dell’arco costituzionale, nonché di una parte dei mass media.
Tutto ciò non è accettabile.
L’Italia è antifascista perché ha subito le drammatiche conseguenze di un ventennio nero, che ha trascinato il Paese in guerra al fianco della Germania hitleriana, con un costo di centinaia di migliaia di vite umane italiane e milioni di morti nel mondo.
Un regime ridicolo, violento, razzista, omicida, servo dei nazisti.
Per questo è importante conoscere la storia, per scongiurare il ripetersi di ciò che è accaduto in passato.
Il mio compito e quello dell’Amministrazione è stato e sarà quello di dedicarci completamente alla nostra comunità; in tale contesto, non verrà meno l’impegno antifascista, che è un dovere etico e morale della politica e delle istituzioni di un’Italia libera e democratica.
Coltiviamo una memoria condivisa, per costruire un futuro senza paure, nella libertà e nella democrazia.

Lascia un commento