Il Covid19 si combatte, così come il negazionismo.

La parola negazionismo l’ho sempre associata a una manica di farabutti capaci di negare l’orrore della Shoah, nostalgici convinti del fascismo e del nazismo per calcolo politico o per una colossale ignoranza. Negazionismo per indicare coloro i quali negano la realtà che sia il presente o un atroce passato. Ora, questi figuri, negazionisti professionisti, nazi-fascisti in cerca di un consenso alle loro scriteriate idee, stanno promuovendo un’altra forma di negazionismo, infischiandosene delle possibili conseguenze sulla salute delle persone.
“Il Covid19 non esiste ma è una normale influenza, il lockdown è un modo per assicurare la continuità al Governo”.
Spingono sulla rabbia delle persone costrette a convivere con una pandemia e, contestualmente, con una pesante crisi economica e sociale. Via le mascherine, basta col distanziamento sociale la pandemia è un’invenzione. Sanno che ci sarà sempre qualcuno pronto ad ascoltarli e a seguirli, grazie anche a una politica cialtrona che, – sempre per cercare consenso tra gli scontenti -, alimenta l’odio nei confronti delle indicazioni impartite dalle istituzioni. In un quadro del genere, la convergenza su tali argomentazioni di tutte le organizzazioni più improbabili, rischia di provocare danni all’intera comunità. La demenzialità dei terrapiattisti, di quelli che credono alle sirene, alle scie chimiche, al ritorno degli alieni, i QAnon non è nulla in confronto ai no-vax e ai negazionisti della pandemia che rappresentano una vera e propria minaccia alla salute pubblica. Penso che ci sia troppa tolleranza nei confronti di questi disagiati, cui viene permesso di manifestare nelle piazze senza precauzioni. Assembramenti dove gli interventi sul palco sembrano un campionario dell’idiozia.
C’è solo un modo per disinnescare questa follia. Rispettare le indicazioni che giungono dalle istituzioni; distanziamento sociale, uso della mascherina e pulizia delle mani. Poi ognuno si faccia le domande che ritiene opportune, alimenti i dibattiti più improbabi, creda a ciò vuole ma non metta a repentaglio la vita propria o altrui. Chi alimenta il negazionismo e organizza palchi e manifestazioni lo fa per ragioni che nulla hanno a che fare col virus. Sono gli stessi motivi che li portano a frequentare le curve degli stadi: “Il proselitismo nelle fasce più incolte della popolazione, diffondendo le idee criminali dell’estrema destra negazionista (della Shoah)”. Una squallida e spregiudicata manovra politica che rasenta i connotati di un’azione criminale.
Quello che è certo è che il Covid si combatte, insieme, perché i milioni di contagiati e le centinaia di migliaia di morti nel mondo sono una triste realtà.

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