Quel fango che rende più cattivi…

E’ diventato davvero difficile leggere Facebook e, in generale, i social, – cosa che faccio quotidianamente per cercare di non perdere il contatto con la realtà vera di questo Paese -, a causa del livello di violenza verbale e volgarità raggiunto.
Ma se esiste un politico nazionale, che rappresenta circa il 20% dell’elettorato italiano, il quale insulta il Sindaco di Palermo, nel corso di una vera e propria catastrofe naturale, perché secondo lui pensa più ai migranti che ai palermitani, è chiaro che il vaso di Pandora è aperto.
Una montagna di fake inondano i social nel tentativo di alimentare il risentimento delle persone che, in un contesto come quello attuale, si trovano ad affrontare una miriade di problemi.
Persone affrante, preoccupate, arrabbiate, sfiduciate abilmente indotte a pensare contro le Istituzioni. Post che scrivono corbellerie immani, raccontando falsità assurde, che spingono a odiare per accaparrarsi qualche misero consenso.
Come difenderci da questo tsunami di immondizia che rischia di sommergere tutto e tutti.
In primis bisognerebbe valutare la fonte, cercando conferme. Non ci vuole molto, evitando di pensare che tutti siano uguali a prescindere. Indagare sulla fonte sarebbe già un importante primo passo. Per esempio, la storia dei soldi agli immigrati ormai è trita e ritrita. I danari semmai li prendono gli italiani attraverso le cooperative che gestiscono il fenomeno, ora, molto meno intenso del passato.
Le indagini, negli anni, hanno semplicemente dimostrato che le ruberie, a scapito del “popolo”, le hanno fatte i nostri connazionali. Se poi uno avesse la pazienza di approfondire l’argomento, potrebbe scoprire cose interessantissime anche sulla parte politica coinvolta.
Sovente, chi urla di più è quello che cerca di nascondere gli scheletri nell’armadio; in questo caso, un armadio molto ma molto grande.
Un profluvio di argomenti rabberciati e, se traguardati in modo sereno, anche ridicoli.
Per chi “governava” dal Papeete in mutandoni, lo Stato d’emergenza sarebbe un golpe, un modo per garantirsi una poltrona. Ma questo ex-ministro balneare, allergico all’uso della mascherina, sa che ci troviamo ancora in piena pandemia? Certo che lo sa, come sa benissimo, – perché certamente glielo avranno spiegato -, che non rischiamo alcun golpe. Però, pur di acquisire consenso dai meno informati, propina questa idiozia come se l’Italia fosse simile all’Ungheria del suo idolo Orban. Quello che disgusta è che tutta questa marea di fango viene diffusa mentre viviamo il peggior momento dalla Seconda Guerra Mondiale.
Una mancanza di rispetto tale, che fornisce la dimensione della qualità morale di chi scrive, divulga e sostiene questo liquame social. Ogni argomento è buono per infiammare il web.
Il MES o ESM, sebbene pochi ne conoscano il funzionamento, è un altro campo di battaglia.
Se l’Italia accede a questo fondo finirà come la Grecia! Arriverà la Troika! Saremo schiavi dell’Europa!
La verità è un’altra.
Ci sono 37 miliardi di euro a disposizione dell’Italia da spendere nella sanità per l’emergenza Covid. Il resto sono solo chiacchiere il cui scopo è disinformare, creare il “mostro” sul quale speculare, nella speranza di salire nei sondaggi e, tutto ciò, a scapito dell’Italia che ha assoluto bisogno di quei miliardi.
Già, la Troika. Quanti sanno che cos’è? Bene, non è importante in questo caso perché nulla ha a che fare col Mes di cui si parla.
Eppure la macchina del fango e della disinformazione macina a tutto spiano false news su questi temi, cosi da creare una paura immotivata e condizionare anche le decisioni politiche.
Scelte che appaiono già di per se difficili.
Amministrando ti rendi conto meglio di come funziona l’informazione già nella sua normalità. Una notizia positiva non avrà mai lo spazio dedicato a una negativa e a ciò siamo abituati.
Il problema è la profusione di falsità, che destabilizza il quadro già complicato della realtà.
In ogni caso il consiglio che ripeto da tempo è di fermarsi a pensare e cercare conferme alle notizie, ai cosiddetti scoop, per evitare di finire tutti nella rete degli spargitori di letame. Per evitare di dare forza ai mentitori di professione, ai razzisti, ai populisti.
La storia è maestra di vita, diamo ogni tanto un’occhiata a come era l’Europa e cosa provocò la tragedia della Seconda Guerra Mondiale. Spingendoci un po’ più indietro, guardiamo cosa facilitò l’ascesa, prima del fascismo e poi del nazismo. Una crisi profonda; rabbia, l’odio contro qualcuno, – additato falsamente come la causa di tutti i mali -, controllo dell’informazione e disinformazione.
Ogni tanto guardiamo indietro, per evitare di sbagliare ora, compromettendo definitivamente la costruzione di un futuro migliore.

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