Riflettevo su alcuni articoli e post che ho letto in questi giorni, con annesse foto e commenti.
Durante il COVID, la più grande tragedia planetaria dalla II Guerra Mondiale, che nessun Sindaco era pronto a fronteggiare, mentre lavoravamo per esporre la comunità al minor rischio possibile, l’opposizione mi attaccò poiché, a differenza di altri primi cittadini, io non andai in giro per le strade con la tutina bianca, buona per il bricolage, a spruzzare qui e là ipoclorito di sodio.
Non lo feci perché sapevo che era inutile al prezzo di un inquinamento del terreno, l’OMS era stata chiara a tal proposito e perché non spettava al Sindaco, in quel drammatico momento, prendere inultili iniziative ascientifiche buone solo per qualche foto da postare sui social o da fare pubblicare alla stampa.
C’erano altre priorità.
Ma anche le critiche che mi erano rivolte dall’opposizione, nell’arco del decennio di amministrazione, di non frequentare la piazza sapevano di pretesti in mancanza di argomenti seri.
Nonostante quest’inutile polemica sembrasse aver preso piede sui social e nelle discussioni di piazza, non ho cambiato atteggiamento, perché per me il Sindaco sta in Comune a risolvere i problemi della città, perché questo il suo compito.
Proprio siffatte convinzioni mi hanno motivato a pubblicare questa riflessione: “Quanto può essere importante l’immagine di un politico, di un amministratore, di un Sindaco che impugnano una scopa, un decespugliatore o una motosega (Milei docet), rispetto al fatto di ottenere risultati importanti per le comunità?”
Riparto dalla mia esperienza per ricordare che, quando mi insediai, Ceprano non aveva un’opera pubblica attiva, non faceva parte di un GAL, non era gemellata in Europa, non c’era un solo giardino degno di questo nome dove far giocare i bimbi, aveva una scuola pericolante, l’attuale splendido Palazzo Ferrari era un vecchio e abbandonato cantiere trasformato in deposito per i carretti dell’immondizia del Comune. Non c’era la Casa della Salute, la farmacia comunale versava in stato di totale incuria, il centro storico aveva ancora scarichi fognari abusivi e a Via Chiusa Grande svettava lo scheletro di una palazzina in costruzione da circa quindici anni, l’ennesimo cantiere fermo.
Mi fermo qui, anche se potrei andare avanti per molto, ma quello che è importante nel ragionamento è che tutti questi disastri e mancanze hanno trovato una soluzione nei dieci anni di Amministrazione, grazie a un gruppo di persone competenti e innamorate della loro città.
Già, perché la competenza e l’onestà sono fondamentali per garantire la migliore gestione della cosa pubblica.
Tornando al tema iniziale, volevo condividere con voi una particolarità dei miei dieci anni da Sindaco, ossia che non mi sono mai fatto immortalare mentre con una zappa scavavo una buca, o con una motosega tagliavo un ramo o altre cose del genere che tanto vanno di moda e che hanno trovato nell’attuale Presidente argentino ed Elon Musk i migliori sponsor.
Da qui un appello, che vale per Ceprano fino a Roma ed oltre.
Il ruolo di un amministratore o di un politico non è quello di scimmiottare un contadino, un taglialegna o un giardiniere ma di dare risposte vere ai problemi delle persone.
Un amministratore deve trovare finanziamenti e portare a termine le opere, deve stare attento a non dilapidare i fondi che ha a disposizione, deve avere il coraggio di firmare atti al limite delle norme quando questo è necessario per cercare di risolvere un enorme disagio attraverso il finanziamento di un’opera necessaria alla comunità.
In un’epoca in cui tutto è social occorre fare attenzione a non lasciarsi sviare da questo tsunami di video ed immagini, restando profondamente ancorati alla realtà dei fatti.
In passato si distraeva il popolo con “panem et circenses” così che i potenti potessero continuare a fare i loro inconfessabili comodi.
Ora furbescamente si usano foto e video in modo da suscitare simpatia e far dimenticare o mettere in ombra i disastri combinati o le occasioni fallite.
Personalmente non reputo la simpatia un requisito in politica e nell’amministrazione, quello che per me conta è far capire ciò che si vuole fare, raggiungere i risultati e, laddove non fosse possibile, confrontarsi coi cittadini e, se serve, chiedere scusa.
Lo so, sarò fuori moda, ma io un rappresentante dei cittadini, dei loro interessi lo immagino solo così.

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