Due geni dell’internazionale nera: “Netanyahu e Trump, entrambi bisognosi di un conflitto per tenere a bada i problemi interni”. L’israeliano, deve evitare di presentarsi davanti alla giustizia per rispondere delle accuse di corruzione, il secondo per cercare di fare dimenticare agli americani gli Epstein files e i disastri sul piano economico.
Due criminali che hanno deciso di bombardare l’Iran senza avere la più pallida idea di come gestire le conseguenze dell’attacco e gli effetti disastrosi per l’economia mondiale cominciano a farsi sentire.
In Italia il diesel ha sfondato il muro dei due euro, prefigurando una vera e propria catastrofe per l’economia di un Paese guidato a fari spenti da una cheerleader di Trump, completamente sottomessa alle bizze dell’anziano e pregiudicato Presidente USA.
Quello più preoccupante è la totale mancanza di informazioni indipendenti sugli effetti dei bombardamenti reciproci in atto, vista la censura totale praticata da Israele dall’inizio dell’invasione di Gaza e dagli americani, con l’avvento del pessimo Pete Hegseth, autonominatosi abusivamente Segretario della Guerra.
Di poche settimane fa le immagini delle decine di giornalisti indipendenti che abbandonavano gli edifici del Pentagono per protesta nei confronti della censura inaugurata dall’amministrazione Trump.
Al momento, solo degli influencer (a volte imbarazzanti) possono diramare notizie filtrate dal Pentagono e, questo, non permette di verificare alcune informazioni fondamentali relative alla distruzione di importanti strutture logistiche americane ubicate negli Stati del Golfo Persico e in altre zone del medioriente.
Si parla di danni consistenti, a dimostrazione che l’Iran si era preparata da anni a questa evenienza.
Una guerra che non si sa quando potrà finire, – portata avanti da due criminali i quali, certamente, non hanno a cuore le sorti del popolo iraniano – e che, come per l’Iraq, potrebbe avere effetti devastanti sugli equilibri mediorientali e non solo.
Pensare di poter rovesciare un regime che conta circa dodici milioni di fedelissimi e circa 200 mila Pasdaran ben addestrati e armati senza scendere a terra è pura follia, cosi come immaginare di attaccare un Paese immenso come quello degli ayatollah con qualche decina di migliaia di uomini è pura demenza.
Questo conflitto, che secondo gli americani sarebbe dovuto durare qualche settimana, rischia di trascinare il mondo in una crisi energetica senza precedenti con effetti inimmaginabili, cosa che sembra interessare poco alla invasata e genocida leadership israeliana, il cui unico folle scopo è la biblica “Grande Israele”, dal Nilo all’Eufrate.
E mentre la Meloni afferma di non condividere senza condannare l’attacco all’Iran, nuvole nere si addensano sul futuro dell’Italia, dell’Europa e del mondo intero a causa di due criminali, Netanyahu e Trump, che pensano di sovvertire il diritto internazionale sulla base di un preoccupante fondamentalismo religioso che, paradossalmente, rende questo insensato conflitto una tragica e inutile guerra santa.
In tale assurdo ed esiziale contesto assume un ruolo importantissimo l’Europa, bestia nera degli autocrati (Netanyahu e Trump compresi), a dimostrazione che con i suoi mille difetti, – d’altronde Orban, Fico e Meloni rappresentano una iattura per l’Unione -, il suo ruolo di baluardo della democrazia è fondamentale per le sorti del mondo.
La voce forte di Sánchez contro questo insensato conflitto e le posizioni più o meno simili degli altri leader, compreso il britannico Starmer, rappresentano una posizione che non potrà essere ignorata dai premi Nobel per la guerra israeliano e americano.
Certo, vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni e settimane, ma quello che emerge dalle ultime vicende internazionali, dove l’Italia certo non ha brillato svolgendo il suo misero ruolo di vassalla trumpiana, è che l’Europa non è così debole come si vorrebbe fare credere e che, in contesti come quello che stiamo vivendo, rappresenta un’alternativa concreta al modello arrogante e illiberale israelo/americano e a ai regimi totalitari russo e cinese.
Per esaltare ancora di più questo fondamentale ruolo a difesa della democrazia occorrerà procedere ad alcune riforme importanti che, tranne i premier dell’asse sovranista nel quale milita anche la trumpiana Meloni, gli altri sono convinti si debbano rapidamente fare.
Teniamoci stretta l’Europa perchè, anche se la democrazia ci costringe a dialogare molto e a ricorrere spesso a dei compromessi, non esiste alcuna alternativa che possa assicurare ai cittadini libertà, pace e diritti.

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