Scudo penale? Una follia antidemocratica.

Ma quale democrazia matura può pensare ad uno scudo penale per le forze di polizia?

È una follia che certifica il fallimento totale delle politiche per l’ordine e la sicurezza pubblica di questa maggioranza, una boutade per prendere un giro l’opinione pubblica e creare pseudo situazioni d’impunità utili per una manciata di voti in più o, attualmente, qualche “SI” in più.
Invece di decisioni demenziali quali il predetto “scudo penale”, il Governo iniziasse ad investire per davvero sul Comparto Sicurezza, a partire da immediati e nuovi concorsi pubblici, quindi, sulla formazione, seria, nuove tecnologie e mezzi più moderni.
Inoltre, queste “non richieste” difese d’ufficio potrebbero trasformarsi in consistenti adeguamenti contrattuali; si pensi solo che ancora esistono indennità di pochi centesimi al giorno, una vergogna.
Ai vari Salvini, Bignami e alla stessa Meloni consiglierei di abbassare i toni, di evitare di tirare per la giacchetta gli operatori di polizia; meglio farebbero ad adoperarsi per migliorare concretamente le loro condizioni di lavoro a partire da una gestione più efficace dei servizi di OP, il cui scopo dovrebbe essere quello di gestire pacificamente le piazze, attraverso un’opera preventiva seria ed incisiva.
Opera, che sarebbe sicuramente favorita se la maggioranza, con in testa la Meloni, evitasse di criminalizzare l’opposizione e tutti quelli che, pacificamente, scendono in piazza per manifestare.
Coinvolgere i lavoratori di polizia in polemiche strumentali, antidemocratiche, e razziste; dichiarare a prescindere la loro innocenza; esprimere la propria vicinanza attraverso proposte oscene d’immunità può solo fare male all’intero Comparto Sicurezza, che di ben altre iniziative avrebbe bisogno per svolgere un modo sereno ed efficace il proprio, delicato lavoro.
Rogoredo è un terribile monito: “La legge è e deve restare uguale per tutti e solo una Magistratura indipendente può assicurare a ognuno di noi il rispetto di questo principio sancito dall’art. 3 della nostra straordinaria Carta Costituzionale.”

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