Donald Trump ha concesso la grazia a Juan Orlando Hernández, ex presidente dell’Honduras condannato negli Stati Uniti a 45 anni di carcere con accuse di traffico di cocaina.
Hernandez, uomo di destra, ha contribuito a portare negli USA oltre 400 tonnellate di cocaina e i giudici americani lo avevano ritenuto responsabile “di una delle più grandi e violente cospirazioni al mondo per agevolare il traffico di stupefacenti”.
La liberazione, stranamente, poco prima delle elezioni in Honduras.
Nello stesso tempo il Presidente pregiudicato, amico e complice dei pedofili, affossa la leader dell’opposizione venezuelana, premio Nobel per la pace, la Machado, che si era praticamente genuflessa davanti a lui, per trattare con la Vicepresidente di Maduro, Delcy Rodriguez.
Secondo l’anziano e malato Presidente americano la Machado non avrebbe consenso nel Venezuela, sebbene alle ultime elezioni, da cui era stata estromessa proprio, da Maduro, il suo candidato aveva ottenuto circa il 70%.
Quindi, a tutti coloro i quali parlano di comunismo a vanvera affermando che Trump ha liberato il Venezuelana da un dittatore comunista, faccio presente che al suo posto ha lasciato la Vicepresidente e membro forte del regime di Maduro e, questo, semplicemente perché la Rodriguez avrebbe garantito agli americani l’accesso al petrolio venezuelano e non solo.
In tutto questo mercimonio, sentire che il Canada, di fatto, si sta preparando alla guerra con gli USA (meglio dire col pregiudicato Trump) lascia allibiti.
Il legame tra i due paesi è qualcosa che va al di la di una semplice alleanza e, nonostante ciò, con un atteggiamento mafioso Trump ha ripetutamente minacciato il Canada.
Stessa cosa con il territorio autonomo della Groenlandia, parte integrante della Danimarca.
Trump ha ripetuto che quel pezzo di mondo serve all’America per cui se lo prenderà e la cosa sta preoccupando non poco tutti i paesi confinanti, che già hanno espresso il massimo sostegno alla Danimarca.
Uno squilibrato, che ha trasferito i metodi mafiosi, con i quali è andato avanti nella vita, nella politica estera degli Stati Uniti, trovando sostegno in ciò soltanto da Israele e dall’attuale governicchio italico, guidato da una persona dichiaratamente amica di Steven Bannon, fascista e idologo dei MAGA e che in piccolo sta trasferendo la politica illiberale portata avanti da Trump in America qui in Italia.
Attacco ai magistrati, alla stampa libera, allergia a qualsiasi forma di controllo sugli atti del Governo, lotta all’immigrazione.
La differenza sostanziale è che in America il consenso a Trump è precipitato a livelli mai visti nella storia di quel Paese, in Italia, invece, la sorella di Arianna Meloni, Giorgia, gode ancora di un consistente consenso nonostante i clamorosi fallimenti, un costo della vita aumentato in modo considerevole, le promesse elettorali mancate e un atteggiamento arrogante che ignora completamente il suo ruolo istituzionale.
In Italia sembra che ancora faccia presa dare del comunista a chiunque la pensi diversamente da Giorgia, cosa estremamente comica ma che favorisce l’ignoranza, perché evita di dover argomentare uno straccio di ragionamento.
Il Giudice fa semplicemente il suo lavoro indagando su membri della maggioranza? È un comunista. Un giornalista svolge la sua professione in maniera seria non facendo sconti a nessuno, neppure alla maggioranza? È un comunista. I partiti di opposizione? Tutti comunisti.
Il degrado più totale del confronto politico, che va bene in mancanza di argomenti seri e che nasconde tutti fallimenti di una maggioranza afflitta da incompetenza e continui problemi di natura giudiziaria.
Dando del comunista a chiunque osi mettere in discussione il Governo, si portano avanti politiche pericolose per i nostri assetti democratici come, per esempio, la boutade della c.d “Separazione delle carriere” che, in realtà, serve per sottoporre i PM alla politica, cosi da neutralizzare ogni possibile inchiesta sugli atti del Governo e della Maggioranza.
Guai ricordare il passato, neppure troppo lontano, in qualche caso, anche il presente fascista di alcuni personaggi di spicco di questa maggioranza, ma dare del comunista a chiunque critichi Giorgia e le sue truppe cammellate, non solo è possibile ma anche utile a celare ogni cosa.
Per intanto, con un’Italia sempre più in affanno, adesso abbiamo anche il record delle tasse sul diesel, il mondo ribolle grazie alle follie di un anziano e malaticcio Presidente americano, anche quella parte di pianeta che dovrebbe essere considerata storicamente alleata d’acciaio degli USA.
Ora è davvero tutto un punto interrogativo, le certezze sembrano crollate a seguito delle iniziative squilibrate di Trump e sostenerlo, giustificando violazioni palesi al diritto internazionale, significa semplicemente essere complici.

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