Si avvicina il Natale e comincia quella penosa, anzi, ignobile querelle sul presepe.
“Politici” incompetenti, pure razzisti e a favore della caccia, si stracciano le vesti per uno dei simboli più amati dai cristiani.
Perché? Mah.
Dicevo razzisti e a favore della caccia perché il Presepe (vivente) è stato “inventato” da San Francesco e, se proprio lo si vuole difendere, un po’ di coerenza non sarebbe male.
Dopodiché, in politica cosa c’entrano i presepi?
Ai finti patrioti tutti Dio (quando fa comodo), Patria (quando fa comodo) e famiglia (quando fa comodo) vorrei domandare una cosa?
Ma un italiano ateo che paga regolarmente le tasse e rispetta la legge, che però non fa il Presepe a Natale, può essere considerato patriota?
Provo personalmente ribrezzo verso quei politicanti che usano i simboli religiosi e la religione stessa per acquisire consenso.
Personaggi infimi che vorrebbero cacciare tutti gli immigrati, che hanno figli fuori dal matrimonio e famiglie di fatto, che insultano coloro i quali considerano diversi e che seguono ideologie violente e razziste come quelle di estrema destra.
Lo Stato è laico e ognuno ha diritto di vivere la sua vita come vuole nel rispetto della legge.
In tale contesto, la politica dovrebbe lasciare perdere presepi e croci e pensare ai problemi veri delle famiglie, che sono sempre più in difficoltà.
Stipendi al palo, carico fiscale insostenibile, sanità allo sfascio dovrebbero rappresentare le priorità della buona politica ma, non riuscendo a risolvere uno solo di questi problemi, la pessima politica preferisce blaterare di presepi e croci cadendo quasi sempre in un ridicolo blasfemo.
Per San Francesco ogni essere vivente aveva pari dignità, tutti erano fratello o sorella: “Come conciliamo questo pensiero “alto”, col non pensiero degli estremisti di destra, tanto “appassionati” del Presepe e della croce?”
Vedere un ex-generale dell’esercito italiano, ora disgraziatamente prestato alla politica, girare uno spot grottesco dove mostra il suo zaino con un Presepe incorporato lascia allibiti.
La pochezza della politica espressa in pochi secondi.
Un video che fa rimpiangere gli uomini della destra storica italiana, quelli risorgimentali, della Prima Repubblica.
Uomini colti, che conoscevano il valore della politica.
Ora, invece, siamo costretti a pagare degli incompetenti incapaci di esprimere un ragionamento logico che possa fare pensare, lontanamente, di essere al cospetto di un parlamentare di questo povero Paese.
Non capiscono nulla di economia, di politiche del lavoro, di sanità; per loro la cultura è un inutile orpello, ma parlano di Patria, di radici cristiane dell’Europa senza neppure comprendere il significato di ciò.
Sono razzisti perché ora conviene e non costa nulla, non sanno niente della storia dell’Italia e dell’Europa, ma ci raccontano che così non va.
Sono fascisti ma si vergognano a dirlo e, in tale insulsa veste, rilasciano dichiarazioni farneticanti che dimostrano la loro pochezza culturale e l’odio profondo che provano nei riguardi della nostra Carta Costituzionale.
All’approssimarsi del Natale questi incolti tirano fuori il peggio del loro risibile repertorio e, puntuali come un orologio svizzero, cominciano a sproloquiare sul presepe.
L’Italia, che sprofonda nelle classifiche europee sul potere d’acquisto delle famiglie, avrebbre bisogno di altro ma, rappresentando la maggioranza di un Governo che nulla ha fatto e sta facendo per invertire siffatta drammatica tendenza, questi politicanti, ignorando completamente la dottrina di San Francesco, straparlano del presepe come simbolo della cristianità messo in discussione da orde di migranti e da una sinistra miscredente.
Scemenze, frutto dell’ignoranza e del tentativo di distrarre la gente dai loro fallimenti, che stanno portando l’Italia sempre più giù nelle classifiche sul benessere delle famiglie.

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