L’ignobile Circo Barnum trumpiano

Abbiamo assistito nei mesi scorsi all’incensamento del 47° Presidente degli Stati Uniti, il peggiore della storia, per aver raggiunto la pace tra Israele, armata fino ai denti e responsabile di genocidio e il popolo palestinese, ostaggio di Hamas e allegramente massacrato dai coraggiosi uomini dell’Idf.

Una pace scritta da quel gentiluomo, assassino di innocenti, di Netanyahu e lo staff di geni di Trump, con a capo, si fa per dire, il palazzinaro amico personale del Presidente, Steve Witkoff.

Mica si poteva mediare, assolutamente no, ma questo straordinario piano di pace doveva essere accettato “senza se e senza ma” da Hamas e subìto dal popolo palestinese.

Ricapitolando, un piano di pace è stato scritto da una sola parte in causa, la più forte, con il supporto del suo sponsor ufficiale armato fino ai denti e un po’ più su.

Evviva , finalmente a Gaza c’è la pace e cosi l’Idf può ammazzare un po’ meno civili, tra i quali tanti bambini e i coloni, veri figli della Torah, possono assaltare allegramente le terre occupate da almeno duemila anni dai palestinesi, in fondo siamo in Palestina, con l’aiuto della Polizia israeliana e degli uomini coraggiosi dell’esercito con la stella di David.

Il Presidente USA, che desiderava il Nobel per la pace, ha assestato un bel colpo ai suoi detrattori, ottenendo una magnificia “pace” in terra di Palestina, anche se, quotidianamente, una manciata di civili palestinesi rimane vittima dei bombardamenti indiscriminati del super tecnologico esercito di Tel Aviv, stranamente cieco il 7 ottobre 2023.

Nulla di che, solo qualche povera vittima che magari era in cerca di cibo o di acqua, quindi, esseri inutili nemici della grande Israele.

Immenso Trump, un bel colpo della sua diplomazia il cui asso nella manica è rappresentato dal palazzinaro, un tantino svampito, Steve Witkoff.

Allora, perché non replicare il colpo in Ucraina?

In fondo non ci vuole nulla.

Basta farsi inviare le richieste “legittime” dell’aggressore russo, assassino di civili e poi, dopo una traduzione con il transalate di Google, trasformarle in un bellissimo piano di pace, proposto da Trump, il magnifico lanciatore di sterco.

E allora ecco che l’ineffabile Witkoff si è messo nuovamente in moto e, – dopo aver dimostrato la sua acutezza scambiando un’agente dell’FSB nella sua traduttrice personale, nonché dopo aver salutato con la manina sul cuore un assassino ricercato dalla C.P.I., ovvero Putin -, ha ottenuto uno storico risultato.

I suoi interlocutori russi hanno trasmesso un bel piano, pardon, un documento scritto nella loro lingua con oltre 25 richieste essenziali per poter concordare una resa, ehm, la “pace” con L’Ucraina.

Niente Nato, riconoscimento del Donbass e della Crimea come territori russi, dimezzamento dell’esercito di Kiev, riconoscimento della lingua russa come ufficiale in Ucraina, cessazione delle sanzioni contro Mosca, etc. etc..

E le proposte ucraine?

Ma che ce ne importa, in fondo è solo lo Stato invaso dall’esercito al soldo dell’assassino di San Pietroburgo.

Il nostro grande mediatore made in USA ha anche invitato i suoi interlocutori a sperticarsi in complimenti nei confronti del 47° Presidente americano, così da renderlo felice e ben disposto nei confronti del loro capo assassino Putin.

In questo modo è nato il famoso piano di pace americano in 28 punti, tradotto pure male dal russo e difeso dalla pletora di putinisti di tutto il mondo, anche italiani.

Un altro capolavoro di un venditore di ville e appartamenti di lusso che, conoscendo bene il suo anziano capo, il Trump Presidente, ha trovato la quadra anche per l’Ucraina.

Una resa incondizionata alla Russia, spacciata per pace e tanti, tanti affari per i soliti noti yankee in Russia e in Ucraina.

Adesso, purtroppo, le cose sembrano aver preso un’altra direzione per lo scandalo Whatsapp che ha coinvolto, in particolare, l’allegro palazzinaro americano, il mediatore più incompetente e ridicolo che la storia americana abbia mai visto.

Una manina birichina lo ha clamorosamente sputtanato.

Ma, nonostante lo scandalo, il nostro “mediamen” ha ignorato l’ipotesi di dimettersi e si è recato nuovamente oltrecortina per continuare le pseudotrattative per fare cessare la guerra in Ucraina.

Ridicolo, impreparato, imbarazzante ma amico di Trump tiene in mano le sorti dei conflitti più importanti nel mondo.

Questa è l’America trumpiana; al pari del nostro “simpatico” e incapace Witkoff ci sono il Direttore dell’FBI Kash Patel, la procuratrice generale Pam Bondi, la segretaria per la sicurezza interna Kristi Noemi e, per finire in bellezza, il ventiduenne Thomas Fugate capo dell’antiterrorismo, senza alcuna esperienza nel campo, ma fedele e giovane sostenitore del narciso e pregiudicato Commander in Chief.

Evviva la “pax donaldiana”, con questa America di incompetenti patrioti il mondo è sicuramente in buone mani.

Lascia un commento

È questo il tuo nuovo sito? Accedi per attivare le funzionalità di amministrazione e ignora questo messaggio
Accedi