L’incredibile e immeritato consenso della Meloni

Ha dell’incredibile il consenso di cui gode ancora la (il) Presidente del Consiglio Meloni, nonostante le pessime perfomance del suo Esecutivo e della crisi che attanaglia il Paese, ormai in fondo alle stime di crescita dell’Europa.
Nessun miglioramento, in ben tre anni di Governo, nella sanità, nel lavoro, nel carico fiscale: tempi inaccettabili nelle prenotazioni di un qualsiasi esame medico, retribuzioni al palo se non in decrescita e tasse in aumento per tutti, tranne per i ricchi e gli evasori fiscali.
Non parliamo di politica estera dove il ruolo scandalosamente subalterno agli Stati Uniti guidati dal peggior Presidente della storia, pregiudicato e amico del pedofilo Epstein, sta ridicolizzando non solo la sorella di Arianna Meloni, ma l’intero Paese.
Un ruolo giocato dalla (dal) Presidente del Consiglio Meloni a scapito dell’Unione Europea, in spregio totale alla storia europeista dell’Italia.
Scandali a ripetizione, dalla Santanché a Delmastro; corbellerie inenarrabili dei ministri Lollobrigida, Nordio, Valditara, Salvini, Tajani sembrano non inficiare l’immagine di chi questa pletora d’incompetenti ha scelto e continua a difendere.
Perché nulla riesce ad intaccare l’immagine di una donna che, da tempo immemore, frequenta le aule parlamentari, che è stata Ministro del Governo Berlusconi, che proviene da un passato missino e che non smette di mostrare la sua idiosincrasia verso i valori antifascisti della nostra Costituzione?
Un mistero, che poi tanto mistero non è.
La Meloni negli ultimi anni prima di diventare Premier, seppure raccontando montagne di frottole, è rimasta all’opposizione godendo, per questo, di una posizione di privilegio, in particolare, nei momenti di crisi, che questo Paese spesso ha affrontato con governi di improbabili coalizioni.
Una mossa furba, che ha messo in difficoltà i partiti di “centro sinistra” i quali, storicamente, hanno sempre scelto di sporcarsi le mani nei periodi critici della storia di questo Paese.
Devastanti sono stati gli anni segnati dal COVID, migliaia di morti per la peste del 2000, un mondo in crisi e provvedimenti restrittivi per poter fronteggiare un virus che sembrava inarrestabile.
Qui sono entrati in gioco diversi fattori tra i quali i negazionisti, cui la destra italiana ha spalancato le porte, sostenendo le loro tesi assurde e criminali.
Cosi una democrazia, che ha continuato ad esercitare i suoi poteri all’interno della Costituzione, nonostante il dramma catastrofico in atto, è stata percepita come una dittatura per il fatto di aver costretto le persone a rimanere in casa per evitare i contagi e per le stesse ragioni ha deliberato il green pass e approvato sanzioni per chiunque non avesse rispettato queste norme restrittive per la pandemia in atto.
Come si sa gli italiani sono particolarmente allergici alle regole, – non occorre molto per capirlo, basta girare un po’ per le nostre città e considerare la gigantesca evasione fiscale che segna il Paese -, ed è stato un gioco per i partiti che avevano sostenuto le folli tesi negazioniste passare all’incasso sul piano del consenso.
Oltre a ciò, la rabbia accumulata contro i partiti di centro sinistra responsabili di non aver mai rispettato le promesse, credibili, fatte in campagna elettorale e l’insoddisfazione verso queste organizzazioni, in particolare il PD, per aver portato avanti politiche più di destra che di sinistra, ha ampliato il disastro post Covid.
L’attuale classe dirigente che è la stessa di allora, – la Schlein è un unicum in balia delle traversie provocate da un partito ancora segnato da correnti impetuose -, non riesce in alcun modo a convivere intorno a un programma serio e snello, che possa davvero ridare fiducia agli italiani e motivarli a tornare al voto.
Già, perché un’altra conseguenza di questo disamoramento è un massiccio assenteismo che sta segnando pesantemente la storia dell’Italia.
Occorrerebbe un profondo ricambio della classe dirigente del centro sinistra, non teste di legno, ma persone nuove in grado di ridare fiducia a un popolo ormai disilluso, che continua a vedere i soliti padroni delle tessere sempre a caccia di una poltrona, di un incarico, di uno strapuntino dove sedersi comodamente e da li incassare laute libagioni e praticare un insano clientelismo.
Cosi questa Presidente del Consiglio, che non riesce in alcun modo a comportarsi in maniera istituzionale, ma continua ad essere la leader dell’estrema destra, gode ancora di un enorme consenso per mancanza di avversari e perché, fortunatamente, la sua immagine viene percepita come innovativa rispetto alle mummie della controparte.
Tra l’altro, il Titanic insegna, continuare a suonare con l’orchestrina mentre il transatlantico affonda non migliora la situazione e non evita di affogare.
Nel centro sinistra, tuttora, è in atto una lotta per chi debba essere il leader, di cosa non si sa e nel PD si sono risvegliati tutti i vari mostri sacri per contrastare l’attuale segretaria che, indubbiamente, nonostante un partito riottoso, lo ha fatto crescere sebbene le speranze fossero davvero poche.
Il vecchio che torna a difendere il vecchio, con la scusa della continua ricerca di un immaginifico centro, invece di pensare ai problemi degli italiani, elaborando un programma snello ma serio nel quale spiegare agli italiani come risolvere i problemi che ogni giorno massacrano le famiglie dei ceti più poveri e del ceto medio.
Occorrerebbe costruire un progetto davvero alternativo a questa estrema destra, da portare avanti con gente nuova e competente, per ridare fiducia agli italiani stanchi di promesse mai mantenute; di fregature come il Jobs Act, che per ciò che contiene poteva essere una proposta di legge della destra pesantemente contestata dal centro sinistra; di polizie civili rimilitarizzate che neppure la destra era mai riuscita a fare.
La gente non è stupida è arrabbiata, delusa perché tradita più volte ma è pronta a ricominciare se si prospettasse una nuova e cocreta politica alternativa ai fallimenti della Meloni.
Non ci sono scelte: se non si riuscirà a dare nuove speranze insieme a una nuova e capace classe dirigente del centro sinistra, le Meloni governeranno ancora 50 anni.
La gente con questa pericolosa coalizione di centro/estrema destra ha comunque un Governo stabile, (nostante dure polemiche e differenze abissali) e l’aggressiva politica di occupazione di ogni poltrona istituzionale e dell’informazione fungerà da collante capace di coprire ogni disastro e ogni crepa.
Qui non si tratta più di essere afascisti, fascisti o antifascisti: siamo andati oltre visti gli attacchi pesantissimi di questa maggioranza ai pilastri della nostra Costituzione; contro la Magistratura, in ogni sua espressione e ora alla Presidenza della Repubblica.
A questo pesante clima illiberale l’unica risposta possibile è unirsi e dare agli italiani una vera e concreta alternativa democratica, che parli di sanità, lavoro, diritti civili e sicurezza.
Già sicurezza; un tema che in modo suicida è stato lasciato da anni nelle mani della destra e tutti, a partire dagli stessi operatori del Comparto, sono ormai convinti che la sinistra non abbia alcun interesse per questo tema assai caro ai cittadini.
Se si vuole recuperare il terreno perduto occorre iniziare a parlare seriamente di questo argomento, facendo percepire alla gente che la loro sicurezza è prioritaria anche per il centro sinistra: serve tornare a parlare nelle questure, nei commissariati, negli uffici di polizia per recuperare il consenso perduto in questi anni.
Per farlo servono persone credibili, programmi altrettanto credibili che rispondano per davvero ai problemi degli operatori di polizia da troppo tempo blanditi dalla destra ma, in realtà, abbandonati da tutti.
Scalfire il consenso della Meloni non sarà una passeggiata, ma per ottenere questo risultato occorre fare il primo passo, che non potrà che essere l’inizio di un vero rinnovamento di quella classe dirigente che ha tradito le speranze di un popolo ora in attesa.
Chiedere di tornare a votare e ridare fiducia all’opposizione, abbisogna di nuovi volti, nuove idee, un nuovo e concreto programma e tanta, tanta credibilità.

Lascia un commento

È questo il tuo nuovo sito? Accedi per attivare le funzionalità di amministrazione e ignora questo messaggio
Accedi