Come al solito, dopo l’incredibile vittoria di Zohran Mamdani a New York, l’opposizione in Italia lo erge a simbolo seppure il suo programma abbia poco a che fare con con quelli del centro sinistra a pezzi nostrano.
Cosi accade dopo ogni vittoria della sinistra all’estero.
Fa un po’ ridere questo modo di agire, perché in Italia l’opposizione ancora non sa che pesci pigliare e ognuno se la suona e se la canta a modo suo.
Ovviamente il popolo, che in parte vota e in gran parte no, è incazzatissimo per questa condizione che rasenta il ridicolo, sebbene il governo illiberale americano e quello di estrema destra italiano abbiano molti punti in comune, che agevolerebbero sicuramente un centrosinistra unito intorno a un programma serio, snello e, soprattutto, condiviso.
Invece no.
Presunti leader di partito ancora sono convinti di avere l’unica ragione possibile, facendo disperare chi davvero vuole che si costruisca un’alternativa a questo Governo di nostalgici, amici degli evasori, sponsor di banche e nemici della giusta Giustizia.
Volti nuovi in America, vecchie facce di politicanti in perenne attesa di un comodo strapuntino in Italia; programmi snelli e vicini ai problemi reali della gente negli USA, zero programmi e troppe chiacchiere inutili, salvo rare eccezioni, in questo disastrato Paese.
Queste sono le differenze più marcate tra noi e loro, che stanno reagendo in modo straordinario all’arrogante pseudoregime MAGA, costruito intorno a un anziano e malaticcio Presidente, pregiudicato e amico del miliardario pedofilo Epstein.
Bernie Sanders, l’ottantaquattrenne esponente democratico che rappresenta l’ala più a sinistra del suo partito, in confronto ai nostri leader dell’opposizione sembra un ragazzo con tanto entusiasmo da ammaliare i giovani americani, che lo seguono in ogni sua iniziativa.
Invece di incensare il neosindaco newyorkese, l’opposizione farebbe meglio a sedersi rapidamente intorno a un tavolo per scrivere un programma serio, leggibile e condiviso sulla base del quale scegliere un leader che porti una ventata di aria fresca e quell’entusiasmo morto da troppo tempo, come dimostrano le percentuali monstre dell’assenteismo nelle elezioni in questo Paese.
Sono felice per ciò che sta accadendo negli Stati Uniti, per la reazione composta, potente e civile che il popolo americano sta dando alle folli, criminogene, discriminatorie politiche trumpiane.
Mi piacerebbe provare le stesse sensazioni qui in Italia ma, come tanti, sono sicuro che dovrò ancora attendere molto tempo per vedere i risultati positivi di scelte condivise da parte di un’opposizione finalmente unita intorno a un programma comprensibile, alternativo alla destra, vicino alle persone.
Intanto, la Spagna, molto più vicina a noi, – guidata da un governo di centro sinistra e da un premier che noi ci sognamo -, è diventata la locomotiva d’Europa grazie a politiche economiche che prestano attenzione anche ai bisogni della gente.
Non bisognerebbe andare al di là dell’oceano per imparare, ma, si sa, noi siamo i più bravi sempre e comunque.
In fondo, la condizione economica e sociale dell’Italia lo dimostra; siamo i migliori a destra, al centro e a sinistra.

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