Mentre ci si interroga su cosa accadrà a seguito della firma dell’accordo di tregua in Palestina, voluto da Trump dopo che Netanyhau aveva bombardato il suo alleato più fedele in medioriente, ossia il Qatar, – che gentilmente gli aveva regalato un Boeing 747 da 400 milioni di dollari -, sarebbe il caso di dare un’occhiata a cosa sta accadendo negli Stati Uniti.
Intanto va detto che in America il Segretario di Stato alla Difesa è stato rinominato abusivamente della Guerra, manca il voto del Congresso, alla faccia dell’aspirazione al Nobel per la Pace del Donaldone.
Ciò la dice lunga sulle intenzioni pacifiste di un Presidente malaticcio e attento soltanto ad arricchirsi, sfruttando senza ritegno la sua posizione di Commander in Chief.
Ma la cosa che balza agli occhi in questo momento è il lungo shut down che paralizza di fatto l’attività amministrativa Federale.
Centinaia di migliaia di dipendenti pubblici sono da settimane senza stipendio per il mancato accordo al Congresso tra i Repubblicani, che vorrebbero tagliare mille miliardi di fondi per l’assistenza sanitaria Medicaid, con gravissime ripercussioni sulle fasce meno ricche della popolazione visti i rincari delle polizze sanitarie che potrebbero arrivare al 75% e i Democratici, che chiedono di annullare questi tagli, il cui scopo sarebbe quello di finanziare altri tagli, ma alle tasse dei ceti più abbienti.
I Repubblicani si sono dimostrati inamovibili, denunciando l’atteggiamento irresponsabile dei Democratici che, dal canto loro, non intendono fare un passo indietro per evitare di colpire pesantemente sul piano economico milioni di famiglie americane.
Mentre tutto questo accade, il Segretario alla Difesa, abusivamente alla Guerra, Pete Hegseth ha convocato circa 800 alti ufficiali americani a Quantico, per dire loro che devono dimagrire, che bisogna combattere un nemico interno, nell’ambito di una ridicola predica che spaziava da argomenti trash al tentativo comico di migliorare la resa aziendale.
Nell’occasione ha preso la parola anche il 47 ° peggior Presidente della storia americana, quel Donald Trump, pregiudicato e amico dei pedofili (tra poco tornerò sull’argomento), che si è lasciato andare ad una performance tra l’assurdo e il farsesco, immagino, tra lo stupore di una platea abituata a ben altro.
Ma il nostro apprendista tiranno Trump, affascinato da sempre dai dittatori come Putin, il suo preferito, Kim Jong Un, Xi Jinping, sta cercando anche di militarizzare le città americane amministrate da sindaci democratici, come Portland e Chicago definite pericolose per l’ordine pubblico, sebbene non ci sia nulla di pericoloso, anzi.
Ma Trump è determinato, in una logica illiberale e nociva per la democrazia, ad inviare la Guardia Nazionale che si andrebbe ad aggiungere all’ICE, di fatto, la polizia privata MAGA verso cui la popolazione sta protestando per i metodi da regime utilizzati nei suoi “rastrellamenti”.
La notizia buona è che i giudici, fino ad ora, hanno dato ragione ai ricorsi dei sindaci, ma il Presidente più fascista della storia americana non sembra farsene una ragione.
Avevamo detto che il Congresso è chiuso da più settimane, ma anche in questa condizione la democratica Grijalva, vincitrice di una Special Election, potrebbe giurare ed entrare in attività, ma lo Speaker della Camera Mike Johnson, una semplice testa di legno trumpiana, si rifiuta di svolgere questo atto perché, con un voto in più a favore, la Camera potrebbe approvare la mozione che impone la pubblicazione di tutti i file Epstein, ossia, finalmente si potrebbe fare luce sulle relazioni che il miliardario pedofilo amico di Trump aveva con i politici negli Stati Uniti.
Questa prospettiva è osteggiata in tutti i modi dal pregiudicato Presidente americano che, come tutti sanno, era uno dei migliori amici del pedofilo, cui aveva addirittura inviato una squallida cartolina di auguri per il suo compleanno a forma di donna, con la sua firma che disegnava i peli pubici.
Ci sarebbe tanto altro da dire, per esempio, della lotta senza quartiere tra un illiberale Presidente americano e un Governatore della California, Gavin Newsom, intenzionato a fare rispettare la costituzione e a rispondere colpo su colpo ai tentativi dei repubblicani, al limite se non oltre la legge, di modificare in alcuni stati i distretti elettorali.
In ogni caso, gli americani sembrano reagire nel miglior modo possibile. I sondaggi, senza eccezioni, danno il gradimento nei confronti di Trump in picchiata e le varie elezioni che si sono svolte in questi ultimi mesi hanno tutte visto il tracollo dei repubblicani.
Ma è l’ironia e la tranquillità con cui rispondono gli abitanti di Portland e Chicago, ai tentativi antidemocratici di militarizzare le città, che davvero lascia stupiti.
Contro l’arroganza dell’ICE, – come detto una Polizia violenta, di fatto privata al servizio di Trump, che tratta gli immigrati come bestie -, gli abitanti delle due città stanno mostrando tutto il loro pacifico disappunto, marciando mascherati dai più improbabili personaggi dei fumetti e inviando divertentissimi video che dimostrano come Portland e Chicago altro non siano che due pacifiche comunità contrarie agli abusi perpetrati dagli agenti governativi.
Oltre a ció continua l’iniziativa “No Kings Day”, che ha mobilitato milioni di americani contro le politiche illiberali di Donald Trump e, il prossimo 18 ottobre, vi sarà un’altra grande manifestazione in migliaia di città statunitensi.
Milioni di persone ribadiranno il loro no alle politiche antidemocratiche portate avanti da un Presidente pregiudicato, amico dei pedofili, corruttibile – come dimostrato dallo scambio col Qatar; un Boeing 747 da 400 milioni di dollari donato a Trump per l’apertura di una base militare qatariota in U.S.A.(!) – e illiberale.
Trump non è l’America e gli americani lo stanno dimostrando ogni giorno di più.

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