Osservando con attenzione le gesta del 47° Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, emergono particolari inquietanti.
Partiamo dal caso Epstein, amico pedofilo del Presidente, suicidatosi apparentemente in carcere nel 2019.
Trump e la sua gang MAGA stanno facendo di tutto e di più per impedire la pubblicazione dei documenti del processo, cosa stranissima dopo aver urlato ai quattro venti in campagna elettorale che se avessero vinto avrebbero pubblicato ogni singolo atto.
Il padre della compagna complice di Epstein, il magnate RobertMaxwell, nome legale Ján Ludvík Hyman Binyamin Hoch, ebreo ortodosso di origine cecoslovacca, era indubbiamente una spia del Mossad e, sembra, che il giovane Epstein fosse stato avvicinato proprio nel periodo di frequentazione della loro casa, attratto dalla figlia Ghislaine, tutt’ora in carcere per la vicenda legata alla pedofilia.
L’obiettivo di questa operazione sembra fosse quello di fornire agli israeliani materiale compromettente nei confronti di personalità politiche e del mondo imprenditoriale americane e inglesi, senza considerare all’epoca che uno di questi miliardari potesse diventare successivamente Presidente degli Stati Uniti.
L’acquiescenza di Trump a Netanyahu lascia sbalorditi e, al di là di qualunque ipotesi complottista, fa davvero riflettere.
Si dice che Robert Maxwell facesse il triplo gioco, – la sua misteriosa morte porta a sostenere ciò -, lavorando per il Mossad, il Kgb e i servizi britannici.
Anche questa ipotesi darebbe una possibile spiegazione alla debolezza con la quale Trump si confronta con Putin, trattato meglio degli alleati storici americani.
Un ginepraio intorno ad un uomo di dubbia moralità, con pessime frequentazioni, razzista, pregiudicato che ora guida la più grande potenza del mondo, con mire eversive nei confronti della democrazia che egli stesso dovrebbe custodire e proteggere.
I giudizi su di Lui dei servizi russi e quelli universitari non sono certo lusinghieri e il livello culturale conferma tutto quanto di negativo si possa pensare di un uomo così influente.
Persino l’intreccio dei legami interni ai Maga pone pesanti interrogativi sull’omicidio di Charlie Kirk, la cui associazione Turning Point USA, godeva di notevoli finanziamenti anche da lobby ebraiche filo Netanyahu. Un amico, così si esprime Trump sulla relazione con il ragazzo ucciso, che però sembra avesse cambiato atteggiamento sulla questione palestinese, urtando la suscettibilità dei suoi sponsor filoisraeliani.
Un mondo oscuro, quello dell’estrema destra americana, dove il fascismo degli atti porta a giustificare la violenza contro l’avversario e non solo.
La democrazia americana è in grave pericolo; la repressione verso il dissenso sta raggiungendo livelli sudamericani e la stretta su stampa e TV rappresenta un’ulteriore escalation verso un sistema illiberale retto da un incompetente, ignorante, – l’ultimo exploit alla presenza del Primo Ministro inglese ne è un’ulteriore riprova -, affascinato da tutti i dittatori del globo.
Un’eventuale compressione delle libertà negli Stati Uniti, darebbe il via ad attacchi simili in tutte le democrazie occidentali, a partire dalla nostra, dove la Meloni, fiera sostenitrice del trumpismo, amica del fascista Steve Bannon, si sta già portando avanti col lavoro.
Riforme piduiste, stretta senza precedenti sui mass media, criminalizzazione dell’opposizione e della stampa libera caratterizzano l’opera dell’Esecutivo meloniano.
Mi auguro che i democratici d’America sappiano reagire nel modo più giusto, opponendosi a chi vuole trasformare quel Paese in una dittatura, così come mi auguro che in Italia l’opposizione si unisca per sconfiggere la maggioranza nero/verde.
In America potrebbero farcela, da noi è un po’ più complicato visto che, un pezzo di presunta opposizione, vota insieme alla maggioranza riforme piduiste anelate dal pregiudicato Berlusconi.
Siamo in pericolo? Si lo siamo, fare finta di nulla o sminuire potrebbe risultare fatale.
Per intanto mi piace immaginare il mondo libero salvato dai conduttori comici, dalla satira intelligente, perché, nonostante tutto, una risata seppellirà l’arroganza e l’odio, facendo rifiorire tolleranza e democrazia.

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