Invece di attaccare quotidianamente immigrati, stampa, giudici e il dissenso, questa maggioranza rozza, bugiarda e arrogante dovrebbe pensare a risolvere i veri problemi della giustizia e della Sicurezza del nostro Paese.
Massimiliano Mulas, 45 anni, con precedenti specifici, era tranquillamente libero di continuare a fare la cosa che più gli piaceva; molestare e stuprare donne.
E’ toccato a una ragazza, o meglio, a una bambina di 11 anni essere violata da questo essere ignobile, libero di andare a caccia e fare del male agli altri.
Non è possibile continuare a non vedere qual è il vero problema, ossia, tenere liberi personaggi a rischio nonostante sia accertata la loro pericolosità, nonostante siano stati già colti in flagranza di reato.
Non serve aumentare le pene se, per arrivare a sentenza definitiva occorrono anni, nel corso dei quali questi criminali incalliti sono liberi di fare ciò che vogliono.
Ci vuole coraggio e la volontà di intervenire in maniera drastica, nel pieno rispetto delle garanzie costituzionali, per assicurare il diritto alla tranquillità e alla sicurezza delle persone.
Besta con le stupidaggini e col razzismo, un criminale non ha una specifica nazionalità o un colore particolare della pelle; è un criminale e basta, per cui servono semplicemente normative in grado di contrastare efficacemente i comportamenti illegali e pericolosi per la società.
Occorre una volontà politica sostenuta dalla competenza per arrivare a questo risultato.
Invece di approvare normative liberticide, con procedure al limite se non oltre la costituzionalità, come il recente decreto sicurezza il cui scopo reale è comprimere il dissenso, cosa comune nell’ambito della destra estrema mondiale, questo Esecutivo da operetta dovrebbe intervenire per rendere inoffensivo il crimine predatorio che comprende gli stupratori, i rapinatori, i ladri d’appartamento, gli scippatori.
Chiedere di combattere la corruzione, la criminalità organizzata e la mafia è inutile, vedi l’abolizione dell’abuso d’ufficio, la vergognosa posizione sulle intercettazioni e la guerra senza quartiere scatenata contro i magistrati che osano indagare i politici ma, almeno, qualcosa di concreto e intelligente sul crimine predatorio si potrebbe fare.
Invece si continua imperterriti ad emanare provvedimenti spot al limite del ridicolo, buoni per mandare in confusione un’opinione pubblica disattenta, nel mentre si manovra contro qualunque organo di controllo sugli atti del Governo e della politica.
Fanno tutto ciò ammantando tale atteggiamento, rischioso per la democrazia, di un vittimismo stucchevole e pure ridicolo, che va al di là della sindrome di Calimero.
La realtà purtroppo è un Esecutivo di incompetenti, rancorosi e talvolta squinternati, che hanno però un obiettivo comune: stravolgere il nostro sistema istituzionale per trasformare l’Italia in una democratura, renderci simile all’Ungheria di Orban.
In ogni caso la speranza è l’ultima a morire, per cui, sapendo già di dover lottare per difendere la nostra straordinaria Carta Costituzionale, l’auspicio è che il Governo dei migliori (amici e parenti della Meloni), nell’ambito della criminalità predatoria, intervenga con intelligenza sul codice di procedura penale per garantire, nel rispetto dei valori costituzionali, il sacrosanto diritto alla Sicurezza dei cittadini.
Sperare non costa nulla.

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