Il problema non è il tempo che si prende la democrazia, ma quello che non concede la tirannia.

Ho amministrato una comunità per dieci anni discutendo con i miei compagni su ogni scelta, a volte per giorni.
Poi, alla fine, tutti difendevano la decisione presa al termine della discussione e i risultati sono arrivati
A me non fanno paura i partiti e i movimenti che discutono al loro interno per trovare una linea unitaria o la scelta migliore per risolvere un problema; a me spaventano i silenzi e il pensiero unico in linea col capo.
Il problema non è il tempo che si prende la democrazia, ma quello che non concede la tirannia.
Il pericolo non è la critica e il confronto che evidenziano l’autorevolezza di un leader e di una classe dirigente, ma un “leader” e una classe dirigente subalterna che ostacolano il confronto e sopprimono il diritto di critica, esaltando la propria autorità.
La libertà si fonda sulle differenze, sul libero pensiero da poter esprimere senza il rischio di essere emarginati e, questo, vale ancora di più per coloro i quali hanno l’onere e l’onore di rappresentare la volontà popolare, poiché continuamente sono chiamati a compiere scelte difficili che condizioneranno la vita delle persone.
La democrazia è esattamente questo e un vero leader è colui il quale, consapevole del gravoso impegno che lo aspetta dovendo guidare una comunità, si circonda delle persone che ritiene migliori, più competenti, in grado di collaborare nella ricerca delle soluzioni più efficaci e più giuste.
Una classe dirigente libera, forte delle sue differenze, che si confronta, condividendo un progetto di sviluppo per la comunità.
Un leader che costruisce il suo gruppo dirigente sulla fede assoluta, sulle parentele e sulle amicizie, ignorando la competenza, è un vulnus per la democrazia e un grave pericolo per la società.
In tale logica la stampa in democrazia non ha la funzione di esaltare il leader o incensare la maggioranza, ma di preservare la libertà informando correttamente l’opinione pubblica.
La Magistratura in una democrazia ha l’obbligo di vigilare che le leggi siano rispettate da tutti, senza eccezione alcuna.
Un leader che volesse una stampa compiacente e una Magistratura subordinata alla maggioranza è antitetico ai valori democratici e un rischio per la libertà.
Esercitare il Governo in una democrazia è faticoso ed estremamente complesso; un confronto continuo di proposte e idee, alla ricerca della soluzione migliore e più giusta.
Per questo, il problema non è il tempo che si prende la democrazia, ma quello che non concede la tirannia.

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