Se questo è un Presidente.
Anzi, se questo è un Presidente americano.
Ascoltarlo è una sofferenza per la scarsa qualità dei suoi discorsi, anche se fa paura pensando che un bullo simile comanda migliaia di testate nucleari.
Vicino a lui Putin, nella sua follia criminale, è un gigante tanto è vero che i suoi giudizi sull’attuale Presidente degli Stati Uniti sono stati sempre sprezzanti.
Allo stato dell’arte Trump è il migliore alleato del criminale di San Pietroburgo, libero così di annettersi anche le foche del Polo Nord, sempre che accettino e non debba bombardarle.
Lo Zar vuole annettersi i Paesi Baltici? Il suprematista stars and stripes punta Panama.
Putin vuole l’Urcraina? Il novax di New York più potente della terra maltratta il Presidente di quel Paese per accaparrarsi le ricchezze del sottosuolo, per poi lasciarlo in balia dei russi.
Una coppia eccezionale Vladimir Vladimirovič Putin e il suo fan più scatenato, il donaldone Trump, dal ciuffo improbabile.
L’America adesso può contare su un Presidente che dialoga con la mafia, amante dei Casinò, pregiudicato (condanna all’unanimità dei dodici giurati), no VAX (consigliava iniezioni di disinfettante per combattere i COVID), suprematista e razzista.
Inoltre, gli Stati Uniti possono vantare un Governo di personalità mai viste.
Un negazionista squinternato con un cognome altisonante a capo del Dipartimento della Sanità, (praticamente un piromane a capo dei pompieri), può riassumere la qualità dell’Esecutivo Trumpiano, formato da fedelissimi anziché da competenti.
Immagino cosa possano essere i fedelissimi di un personaggio come Trump, praticamente un circo Barnum, con la possibilità di lanciare migliaia bombe atomiche all’occorrenza.
Gente che condivide l’idea di un Canada cinquantunesimo Stato americano, obiettivo da raggiungere attraverso l’imposizione di pesanti dazi e se non dovesse funzionare, perché ai canadesi non passa neppure per l’anticamera del cervello diventare sudditi di Re Trump I, invaderlo e conquistarlo seguendo le orme del loro idolo Putin da Mosca.
Già, questa pletora di suprematisti, razzisti, novax, influencer condivide con il boss dalla capigliatura dorata la passione per il criminale russo, assassino di innocenti e distruttore di città e di paesi che si ostinano a non voler fare parte della Federazione Russa.
Anche lui unto dal signore, come il donaldone, si ritiene Pietro il Grande remasterizzato, tanto che vorrebbe ampliare i sobborghi di Mosca fino alla residenza del Presidente Macron.
Putin comanda e mr. President esegue col cipiglio di un ducetto di periferia.
L’Europa, nel frattempo, osserva questa trasformazione subitanea del suo alleato più potente, da atlantista a zerbino di casa Vladimirovič, cercando di reagire velocemente a questo rapporto contro natura del donaldone con lo zar russo.
Le difficoltà non mancano, vista l’opposizione a prescindere dell’Ungheria, guidata da una marionetta di Putin e il cerchiobottismo della (del) Premier Meloni, pupilla di Steve Bannon, spin doctor Trumpiano.
Ma alla fine l’Europa ce la farà e finalmente potremo avere spese militari centralizzate e una difesa incardinata sulle proprie forze e non ostaggio degli Stati Uniti, che hanno scelto di farsi guidare da un soggetto pericoloso per l’America e il mondo intero, un miliardario viziato e ignorante che accetta, togliendo dignità al ruolo prestigioso che disgraziatamente riveste, di trasformare lo studio ovale nello sfondo di una sit comedy il cui interprete principale è quel genio esaltato, amico dei neonazisti mondiali, che risponde al nome di Tesla; pardon Musk.
Trump, col suo fare da padrino, sta affossando l’immagine degli Stati Uniti, sta cancellando l’onore, devastando la credibilità internazionale del suo Paese.
Trump è la somma degli errori compiuti da chi lo ha preceduto, ma non può essere la scusa per porre tutti sullo stesso piano.
Questo Presidente tragicomico, rappresenta il peggio che si potesse immaginare e in un mese o poco più ha fatto più danni agli Stati Uniti e all’Europa di un uragano di livello 5.
Il cerchiobottismo diffuso a livello planetario può solo alimentare l’ego mostruoso di un uomo senza scrupoli, privo di ideali, che ha fatto dell’arroganza, la furbizia e la spregiudicatezza i principi fondamentali della sua esistenza.
Trump è un pessimo politico, affascinato dal potere, che si è circondato di fedelissimi incompetenti che alimentano la sua vanità e il suo risentimento contro qualsiasi persona o istituzione possa opporsi alle sue folli scelte.
Un uomo fondamentalmente debole e narciso, come hanno compreso bene i russi, affascinato come un bambino dalla figura di Putin, un riferimento per il donaldone e il suo codazzo di improbabili ministri, che in mano hanno la sorte degli americani e del mondo.
La summa delle nefandezze di questa nuova classe dirigente americana capeggiata dal bullo Trump è la conferenza stampa con Zelensky, una ignominia che gli Stati Uniti e il mondo non avevano mai visto in precedenza.
Un’estorsione in diretta tentata dal duo Trump/Vance ai danni di Zelensky, Presidente di una nazione invasa dai russi, che hanno assassinato migliaia di civili, distruggendo decine di città. Una nazione che resiste e che, con la sua resilienza, ha umiliato Putin e il suo esercito considerato, prima dell’aggressione all’Ucraina, il secondo più potente al mondo.
Un popolo che resiste che ha costretto il dittatore moscovita a chiedere aiuto a Kim Jong Un, affinché inviasse in Russia le sue armi, vetuste, per consentire all’esercito federale di competere con quello ucraino.
Ebbene, il bullo di New York ha cercato di umiliare Zelensky esplicitando posizioni filorusse e pretendendo la firma di un accordo capestro per lo sfruttamento delle ricchezze minerarie ucraine.
Una scena ignobile, che, immagino, abbia fatto vergognare milioni di americani, i quali, in meno di un’ora, hanno visto sgretolarsi ottant’anni di storia del loro Paese.
Putin è l’unico che ha guadagnato da questa sceneggiata ignominiosa, la cartina tornasole dell’arrogante pochezza di Trump e dei suoi sodali.
Si, il mondo libero è in pericolo e la situazione non è la stessa di prima di Trump, come i cerchiobottisti e filorussi nostrani vorrebbero fare credere.
Non si era mai vista un’America supina ai voleri della Russia; un Presidente americano rozzo e ottuso che parlando utilizza a pappagallo i medesimi argomenti, farlocchi, della Russia di Putin.
L’augurio è che il bullo presidenziale di New York non sia la migliore “risorsa” in mano a Putin, che intanto, tramite i suoi pavidi ministri, continua ad elogiarlo stimolando il suo miserabile narcisismo.

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