Al di là della propaganda russa, la situazione in Ucraina per la Federazione Russa è drammatica.
Non sono fake le immagini che immortalano soldati russi, con le stampelle o con un’età avanzata, in prima linea mentre tentano di assaltare le posizioni ucraine.
Non sono fake le notizie che parlano di carenze di carri armati, artiglieria, mezzi di trasporto nelle file russe, tanto che, Putin ha dovuto inginocchiarsi a Kim jong Un per ottenere armi, tra cui obici Koksan e missili per poter proseguire la guerra contro l’Ucraina.
Senza contare gli attacchi ucraini in profondità contro fabbriche e depositi di armi, raffinerie e aeroporti militari, che stanno devastando la logistica della Federazione Russa al fronte.
Quindi, mentre l’Ucraina ha messo in luce tutta la debolezza della Russia, che sta vivendo un momento di enorme difficoltà a causa anche delle pesanti sanzioni imposte dall’Europa e dagli Stati Uniti, arriva il duo Musk/Trump che, incomprensibilmente, resuscita il criminale di Mosca.
Per questa coppia di suprematisti multimiliardari da sempre simpatizzanti di Putin, quest’ultimo non deve neppure essere più chiamato “aggressore”.
Ora, preso atto di questa posizione antitetica a quella della precedente amministrazione USA e a quella dell’Europa, mi chiedo cosa possa aver determinato siffatta posizione, semplicemente sovrapponibile a quella Russa.
Un’operazione miracolistica che somiglia ad una resurrezione di un autocrate, convinto di essere Pietro il Grande e che, in realtà, ha dimostrato di essere un Benito qualunque alle prese con l’Invasione della Grecia.
Per evitare che la pletora putiniana e i suoi fan nostrani si risentano del paragone, si fa per dire, puntualizzo che non metto assolutamente in discussione quanto fatto fall’Unione Sovietica contro il nazifascismo, ma il tiranno di San Pietroburgo oggi è l’invasore di uno Stato sovrano, che bombarda civili inermi e che, in tale veste, ha palesato tutta la debolezza, incapacità e corruzione del suo sistema criminale.
Questa inversione a 360 gradi della politica americana nei confronti di Putin non trova giustificazioni razionali, pure l’ipotizzato tentativo di allontanare la Russia dalla Cina appare una stupidaggine.
In questi tre anni di sciagurata guerra, successiva all’invasione dell’Ucraina da parte della Federazione Russa, la Cina è divenuta indispensabile per Putin e ciò ha consentito a Xi Jinping di acquisire intere aree commerciali della Russia.
Forse, la motivazione alla base di questa sconsiderata scelta politica del doppio Presidente americano Musk/Trump risiede in un acervo di interessi di natura finanziaria che, ignorando la sovranità di Kiev, prevederebbe di fatto la spartizione del territorio ucraino.
Poi, in ultimo, ma solo quale suggestione, potremmo pensare a cosa avvenne nel 1987 a Mosca, dove un giovane e narciso imprenditore americano con la convinzione di fare affari in quella città, sembra sia stato avvicinato da uomini del Kgb.
Solo una suggestione, ovviamente, ma il voto all’ONU contro la risoluzione a favore dell’Ucraina della Federazione Russa e degli Stati Uniti qualche perplessità in più la fa nascere.
Cosi come l’apertura Russa ad uno sfruttamento congiunto delle risorse minerarie ucraine con Washington, oltre ad aumentare le preoccupazioni delle democrazie mondiali, rilancia con forza l’ambiguità di un duo presidenziale a stelle e strisce da sempre simpatizzante del tiranno di San Pietroburgo.

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