La politica imperialista del neoeletto Presidente degli Stati Uniti Trump, esplicitata a colpi di minacce contro il Messico, il Canada, l`Europa e l`Ucraina, rende più forti sia il leader Cinese Xi Jinping, sia l`autocrate criminale Presidente della Federazione Russa Putin.
In questa partita inquietante, – che deve preoccupare il mondo intero per le conseguenze che potrebbe avere sulla democrazia -, l`Europa è stata scientemente esclusa.
Il segnale davvero inquietante sono le pseudotrattative che, nei piani del suprematista a stelle e strisce, dovrebbero portare alla fine della guerra in Ucraina, attraverso una resa mascherata di quest`ultima all`assassino di oppositori politici e giornalisti indipendenti russi, Vladimir Vladimirovič Putin.
L`Europa, che paga i suoi gravi errori e le sue tossiche divisioni, in tale contesto ha una grande opportunità, ossia, quella di sedersi intorno a un tavolo e finalmente chiarirsi; l`opportunità di raggiungere l`obiettivo di parlare finalmente con una sola voce, di nuoversi sui tavoli internazioni come un`entità unica.
Adesso non ci sono più margini di attesa, non servono personalismi e sovranismi utili soltanto alla causa americana, russa o cinese; ora serve l`Europa per il bene di tutte le democrazie che la compongono.
È il momento che le classi dirigenti dei singoli stati dimostrino di essere all`altezza del compito, anche per dare un`alternativa credibile all`avanzata disastrosa delle destre estreme continentali.
Una sola voce significa medesimi diritti, stesso fisco, un`unica politica estera e spese militari centralizzate per risparmiare e rendere effettiva una unione che ora sembra semplicemente un somma di differenze.
Il mondo che si muove dietro il pregiudicato Presidente degli Stati Uniti ha le idee chiare, i “miliardi” di dollari che sostengono il progetto politico trumpiano, sono allergici agli strumenti di controllo che garantiscono la democrazia, non solo negli USA, ma anche in Europa e non fanno mistero di preferire i movimenti e i partiti di estrema destra, neofascisti e neonazisti del continente.
Hanno compreso che la gente è stanca, provata da due anni di pandemia e dalle promesse mancate dei partiti democratici.
Ci sono le condizioni migliori affinché si affermino regimi illiberali e il flusso migratorio che interessa l`Europa, sul quale nessuno ha saputo fornire risposte adeguate, rappresenta l`arma in più di questo coacervo di gruppi estremisti e nostalgici europei.
È giunto il momento di fare sul serio, di parlare con una unica voce, cercando di fornire risposte concrete ai bisogni della gente, investendo su lavoro, cultura, innovazione, sanità in maniera coordinata, recuperando, attraverso un controllo unificato della spesa militare, risorse per il sociale.
È indiscutibile che occorra, in un mondo sempre più armato e afflitto dagli effetti di un nuovo Yaltismo, mantenere efficiente il sistema di deterrenza militare, ma soltanto evitando ciò che è accaduto finora, ossia, che ognuno faccia per suo conto, si potrà pensare di fare passi avanti sul piano politico e sociale potenziando nel contempo l`apparato difensivo.
L`Europa, se saprà valorizzare l`unità quale bene primario, riuscirà a svolgere quel ruolo di pacificazione e di sentinella della democrazia di cui oggi c`è un disperato bisogno.
L`Italia, cosi come la Francia, la Germania o la Spagna non hanno peso se divise dal contesto europeo, sia sul piano economico che sul piano politico e continuare sulla strada della separazione e del protagonismo sarebbe soltanto una scelta irresponsabile, suicida.

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