Un collega, oggi, mi ha domandato perchè in questo Paese solo gli onesti debbano pagare le tasse.
Sono rimasto a pensare ed effettivamente anche io mi chiedo perché in Italia gli evasori fiscali, in pratica dei ladri che rubano all`intera comunità, siano così coccolati.
Sarà perché al Governo c`è la Lega che, – condannata in via definitiva a dover restituire 49 milioni di euro rubati alla collettività -, per qualche gentile concessione potrà farlo in 80 anni?
No, non basta per spiegare gli innumerevoli condoni di questo Esecutivo, frutto di una maggioranza che ha attratto i consensi di negazionisti, suprematisti, sovranisti ed evasori fiscali, questi ultimi, scoppiettante eredità dei governi del Cavaliere.
Resta il fatto che questo Governo non garantisce pari opportunità: “C`è chi può impunemente continuare ad evadere il fisco e sfruttare i servizi dello Stato garantiti con i soldi provenienti dalle tasse pagate dagli onesti, e chi non può neppure pensare di non pagare i tributi perché dipendente.”
Io vorrei un Paese dove Porsche, Ferrari, Maserati e tutte le altre auto di lusso, corrispondessero ad un proprietario benestante per il fisco, che pagasse le tasse proporzionalmente alla sua ricchezza e non a un cialtrone evasore che per lo Stato o è invisibile o è un misero tapino, senza contare che nel nero sguazzano le ricchezza immense delle organizzazioni mafiose e criminali, i cui boss altro non sono che poveri morti di fame; ovviamente per lo Stato Italiano.
Mi chiedo come si possano sostenere, mi riferisco alle classi più umili e alla classe media, partiti che sponsorizzano condoni fiscali e approvano norme che favoriscono gli evasori e la ricchezza.
Le tasse finanziano gli ospedali, le scuole, la difesa e in generale i servizi erogati dallo Stato e, a differenza di chi è ricco e può pagarsi anche scuole e cliniche private o assicurazioni sanitarie estremamente costose, la maggior parte dei cittadini italiani ha assolutamente bisogno dei servizi pubblici. Perciò è immorale che chi è più abbiente ed evasore possa, senza scrupoli, avvalersi dello “Stato”, (pagato dagli onesti), o del privato quando lo aggrada.
Occorrerà una rivoluzione culturale per far comprendere la necessità di affermare l`onestà e la legalità come condizioni “sine qua non” per costruire un futuro migliore, più giusto in questo disastrato Paese.
Intanto, pensiamo agli oltre 300 mila evasori che devono allo Stato più di 500 mila euro a testa, in pratica, circa 1000 miliardi di euro che l`Agenzia delle Entrate deve recuperare: su per giù metà del debito pubblico potrebbe essere coperto dal recupero delle tasse non pagate in un Paese dove un contribuente su due dichiara poco meno di 18 mila euro.
Sono dati talmente eclatanti che dovrebbero stimolare la politica a fare scelte conseguenti, lontane anni luce dall`ignobile rincorsa ad accaparrarsi i voti di questi ladri fiscali, ricchi indegni di fare parte di una comunità di persone perbene.
Sarà per questo che Qualcuno disse: “Più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio”.
Forse, oltre all`errata traduzione di kamelos anziché kamilos, che ha trasformato una “gomena” in un “cammello”, il testo originale intendeva opulento frodatore (fiscale) e non semplicemente ricco.
Chissà.

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