Quale Europa?

Quello che deve preoccupare è l`incapacità dell`Europa di attuare politiche unitarie in materie fondamentali per i singoli stati che la compongono.

L`egoismo suicida che ha caratterizzato alcune scelte in questi ultimi anni, ha indebolito l`Unione Europea nei confronti delle altre grandi potenze mondiali, aumentandone la dipendenza energetica e tecnologica, senza contare la quasi inconsistenza sul piano politico.

La crisi tedesca, che certamente non è conseguente alla guerra in Ucraina, è frutto di scelte errate sul piano politico ed economico, in primis, la decisione di dipendere dal gas russo e, simultaneamente, di aver spento tutte le centrali atomiche senza avere un`alternativa concreta e autonoma interna o all`interno della stessa Unione Europea. L`ultima decisione tedesca di acquistare il sistema Arrow da Israele, per difendersi dalle minacce dei vettori balistici russi, rafforza questa dipendenza europea da altri soggetti, rendendola così più fragile rispetto alle altri grandi potenze mondiali.

Abbiamo capacità enormi sul piano industriale e tecnologico con nomi di altissimo livello, eppure, per questo sovranismo suicida, strisciante ognuno tende ad andare per conto suo. Negli anni avremmo dovuto lavorare seriamente per un`integrazione reale in materia di scuola, sanità, fisco, economia e difesa, invece i singoli stati continuano ad andare ognuno per suo conto, in un contesto ancora più nefasto, determinato dalla presenza tossica di partiti e movimenti neofascisti, nazisti, sovranisti che, sensibili alle pressioni di soggetti extra UE, spingono per un depotenziamento dell`Unione.

Le crisi che attanagliano i paesi europei, non scaturiscono certamente dall`essere membri dell`UE, ma dall`incapacità ferale di avviare politiche comuni su temi fondamentali per il benessere dei popoli, rinunciando ad una parte della loro autonomia.

Questo è accaduto e sta accadendo anche per pressioni esterne che, attraverso finanziamenti occulti e la corruzione, riescono a condizionare la politica dei singoli paesi.

Ora con la vittoria di Trump negli Stati Uniti, l`arroganza criminale di Putin e le inarrestabili mire espansionistiche della Cina la debolezza europea rischia di trasformarsi in un disastro per il nostro continente e, certamente, non saranno ricette sovraniste o neo fasciste a salvare l`Europa.

Questo è il momento delle scelte intelligenti, lungimiranti che guardino al futuro dell`Europa come presidio democratico, che pongano al centro il benessere dei popoli e la difesa del pianeta.

Purtroppo, l`attuale classe politica non sembra in grado di elaborare tali politiche e le crisi interne ai singoli stati sembrano aver preso il sopravvento sulla necessità assoluta di salvaguardare l`Europa come soggetto unito e forte.

L`Italia dal canto suo, con un governo composto da sovranisti e nostalgici del ventennio, non sembra poter svolgere un ruolo importante nell`eventuale rafforzamento dell`Unione.

D`altronde, se all`interno della maggioranza hai un partito che ha stretto accordi con “Russia Unita”, il partito di Putin e la stessa Presidente del Consiglio è leader di una forza pervicacemente antieuropeista cosa si può pretendere?

Resta il fatto che non ci sono alternative ad un rafforzamento della UE se non vogliamo diventare un insieme di stati ininfluenti sotto il piano politico, economico e militare nel mondo, con conseguenze inimmaginabili sul piano sociale.

Gli egoismi e il sovranismo rischiano di diventare la nostra condanna, compromettendo definitivamente il futuro dei nostri figli: serve una Europa capace di porre al centro delle proprie scelte politiche sociali, fiscali, economiche unitarie che possano andare incontro ai bisogni delle famiglie, che siano in grado di rilanciare l`industria in ogni Stato e possano garantire un`unica e autonoma strategia per la difesa integrata del continente.

Non sarà cosa da poco e, soprattutto, riusciranno gli stati a superare stupidi egoismi e la sindrome sovranista?

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