Io sono un pacifista convinto che la guerra non sia la soluzione dei problemi.
Nessuna rivendicazione può trovare una soluzione attraverso le armi.
Detto questo però, ritengo che sia perfettamente legittimo che un Paese invaso si difenda con le armi per salvaguardare la sua autonomia e la sua sovranità.
Sono favorevole agli aiuti che l’Europa, la NATO, gli Stati Uniti e tante altre nazioni tra le quali la Corea del Sud stanno fornendo all’Ucraina per difendersi dall’aggressione criminale della Federazione Russa.
Pensare in questo momento di non rifornire l`Ucraina di armamenti, per cercare di trattare con il dittatore di Mosca appare più come un atto di egoismo che un gesto realmente pacifista.
Ascoltare frasi come è giusto che l`Ucraina rinunci a buona parte dei suoi territori, – tra l`altro i più ricchi -, per ottenere la pace mi pare folle perché, in questo caso, non si trattarebbe di pace ma di resa incondizionata allo zar del Cremlino e alla sua criminale fame di territori; vedi la Cecenia e la Georgia.
È vero, questa guerra sta pesando sull`economia europea ma, soprattutto, come conseguenza delle scelte scellerate compiute in passato nell`ambito dell`approvigionamento energetico, che ha favorito la Russia che, in realtà, avrebbe dovuto rappresentare solo un competitor.
Se si fossero attuate determinazioni più lungimiranti rispetto a quelle di affidarsi ad una oligarchia allergica alla democrazia, con mire espansionistiche nel mondo, forse, adesso, staremmo raccontando un`altra storia.
La Germania, in crisi profonda sul piano industriale, paga anche lei queste scelte, amplificate da una svolta green repentina che ha fatto esplodere i costi dell`energia favorendo ancora di più l`autocrate delle steppe.
Associare i nostri guai alla guerra è una semplificazione inaccettabile, l`Europa è responsabile di scelte sbagliate a partire da un`unione politica mai avvenuta, cosa che ha generato una frammentazione inammissibile se si vuole davvero un`Europa capace di competere con la Cina, gli Stati Uniti e le altre potenze mondiali.
Ora, sotto la spinta delle forze populiste e sovraniste la condizione politica dell`Europa è ancora più a rischio; forze, che fanno leva sul disagio e le difficoltà economiche e sociali che vivono i singoli stati, sponsorizzate più o meno palesemente dalla Russia.
Resto convinto che la crisi che stiamo vivendo, con punte drammatiche per quanto afferisce il comparto automotive, non sia assolutamente il frutto avvelenato del sostegno europeo all`Ucraina, – che non deve e non dovrà cessare, – ma delle scelte fatte dai singoli stati e dalla stessa Unione Europea sul piano economico nel corso degli ultimi 15 anni.
Se pensiamo al nostro Paese, per esempio, l`incapacità conclamata di sfruttare i miliardi messi a disposizione dall`Europa, ha determinato una sostanziale paralisi dell`Italia sul piano delle infrastrutture, indispensabili a garantire e attirare investimenti.
La promozione di un politico come Raffaele Fitto a Vicepresidente Esecutivo della Commissione Europea con delega al PNRR, dopo la fallimentare esperienza da ministro – con delega proprio al PNRR – nel governo Meloni, dimostra come l`Europa sia vittima di troppi compromessi al ribasso che rendono scadente la sua opera politica.
Non è la guerra in Ucraina che ha messo in crisi il continente, ma sono state le politiche scellerate sul piano industriale ed economico, aggravate dalle spinte nazionaliste che affliggono troppi membri della comunità: Italia, Francia, Olanda, Ungheria, Germania.
Vladimir Wladimirovic Putin è stato capace di interferire in modo efficace all`interno del contesto europeo, vedi in Italia la Lega, – che nel 2017 ha firmato un accordo con Russia Unita -, creando una costellazione di partiti e politici sovranisti anti-europei filo russi, più o meno dichiaratisi pubblicamente.
La scommessa per l`Europa è superare questa fase complicata senza subire ulteriori traumi, in palio è il futuro stesso dell`Unione, il suo ruolo nell`ambito delle politiche economiche mondiali.
Ormai è evidente la posta in gioco, cosí come sono evidenti i disastri sociali causati da politiche economiche e industriali sbagliate.
Se si vuole recuperare, l`Europa dovrá mettere in campo politiche nuove che sostengano famiglie e imprese.
Saranno le scelte sociali che ci diranno cosa diventerà l`Europa nei prossimi anni.
Bloccare la spinta centrifuga dei partiti sovranisti significa dare risposte concrete alle famiglie, approvare scelte politiche che sostengano l`occupazione, cambiare l`approccio alle tematiche green, rendendo la transizione compatibile con i bisogni delle popolazioni, avendo ben presente che il cambiamento climatico va affrontato se non vogliamo rimanere travolti da fenomeni devastanti per l`intera umanità.
L`Ucraina e la sua lotta contro l`aggressore russo è il banco di prova, per misurare la forza e la serietà dell`Europa.
Consentire al despota delle steppe di aggredire uno stato sovrano, significa dargli il via libera per nuove annessioni in spregio al diritto internazionale; significa rendere più potente un tiranno alle porte d`Europa, assassino di giornalisti e oppositori che non perde occasione di interferire con le nostre democrazie che, da qualche tempo, sembrano sempre più preda di partiti e movimenti che aspirano a renderle “democrature”.

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