La storia insegna.

Putin ha già perso, anche se la guerra si protrarrà per alcuni mesi, anche se il Dondass rimarrà sotto l`influenza russa, il tiranno di Mosca, l`assassino di giornalisti e oppositori ha perso la sua guerra.
Voleva arrivare a Kiev in due settimane, sono oltre due anni che il suo esercito é impanato in Ucraina, dove ha perso piú di settecentomila uomini, piú della metá dei suoi carri armati, un numero impressionante di pezzi di artiglieria e, di fatto, il suo arsenale é stato pesantemente ridimensionato, mettendo in luce l`assoluta carenza di tecnologie adeguate a contrastare quelle occidentali.
Un flop sesquipedale tanto che la seconda flotta piú potente al mondo é stata pesantemente umiliata dall`Ucraina che una flotta non ha.
Incrociatori lanciamissili, sommergibili, potenti navi da sbarco, fregate sono finiti sott`acqua, affondati da droni e missili di produzione ucraina.
Un criminale esaltato qual é Putin si é trovato a mostrare tutte le sue debolezze di fronte al mondo, tanto da inscenare il lancio di un missile balistico privo di testata nucleare per ricordare a tutti che, in fondo, lui ancora puó utilizzare un immenso arsenale nucleare.
Un missile frutto di una rivisitazione di un vecchio ordigno dell`ex Unione Sovietica, che secondo i suoi scombiccherati calcoli doveva impressionare il mondo, per convincere l`Europa e gli Stati Uniti a non supportare piú l`Ucraina e a revocare l`autorizzazione a quest`ultima di utilizzare i missili Storm Shadow e ATACMS sul territorio russo, che per il dittatore del Cremlino rappresentano un vero incubo.
Non c`é voluto molto per comprendere la portata del bluff putiniano che, al di lá di minacciare un giorno si e un giorno pure l`utilizzo delle armi atomiche, non ha risorse adeguate per contrastare la supremazia tecnologica occidentale e sa bene quali possano essere le conseguenze per lui di lancio di un ordigno atomico in Ucraina o in un qualunque Stato europeo o negli Stati Uniti.
Putin ha perso, tanto da umiliarsi nei confronti di un altro dittatore criminale folle come Kim Jong Un, diventato in pochi mesi il massimo esportatore di armi in Russia.
Nonostante l`infima qualitá degli ordigni nord coreani, la Federazione Russa é stata costretta a rifornire le sue truppe, stremate, con questi prodotti poco tecnologici, vecchi e imprecisi, garantendo al tiranno della nazione piú isolata al mondo l`accesso alle tecnologie missilistiche della Russia.
Putin ha fallito perché i suoi alleati sono gli stati piú reazionari al mondo e con questi il rapporto di forza si é quasi ribaltato, con il despota delle steppe costretto a ricorrere all`aiuto dell`Iran e della Corea del Nord, con una Cina che rischia di comprarsi mezza Russia.
Neppure il movimento pacifista a senso unico, quello che chiedeva di non inviare piú armi all`Ucraina per arrivare a trattare con Putin, – che non ha mai voluto trattare con nessuno -, lo ha messo al riparo da una figura meschina a livello planetario.
Adesso gli resta un`ultima possibilitá, ossia, un bell`assist da parte del nuovo Presidente degli Stati Uniti, quel campione della destra negazionista mondiale che risponde al nome di Donald Trump.
A leggere i nomi del prossimo governo degli Stati Uniti l`idea che ci si puó fare é che per l`Ucraina non sará una passeggiata, cosí come non sará semplice districare la condizione del`Unione Europea rispetto al prossimo appuntamento elettorale in Germania.
In ogni caso il despota russo ha perso e, ora, é anche difficile nasconderlo ai russi nonostante una censura ferrea; un`intera generazione é stata mandata allo sbaraglio in Ucraina con esiti terrificanti in termini di vite umane e feriti.
Per coloro i quali consideravano il dittatore russo un grande statista, che ritenevano legale l`esito di elezioni illiberali, – dove gli avversari di Putin venivano arrestati o uccisi -, la lezione ucraina deve rappresentare un monito, un terribile avvertimento: “L`uomo solo al comando non é mai stata una scelta positiva, in qualunque epoca e in ogni dove”.
La storia non mente e insegna che durante i periodi di crisi, di estrema difficoltá il popolo si affida all`uomo forte, a chi da l`impressione di poter risolvere tutto con ricette semplici ed improbabili.
Cosí é stato, per esempio, in Italia nel 1922 e in Germania nel 1933.
Bisogna rimanere allerta e tutto ció che puó mettere in discussione la nostra democrazia fondata sui solidi principi costituzionali del 1948 deve essere respinto, avendo ben presente che la porta alla tirannia, la spalancano le democrazie illiberali, quelle che sembrano perfettamente democratiche perché apparentemente c`é un Parlamento, un`opposizione e i cittadini sono chiamati a votare.
Ma la realtá é ben diversa, con una censura ferrea, le istituzioni saldamente in mano al Governo e la Magistratura dipendente dall`Esecutivo.
Gli esempi di queste “democrature” non sono molto lontani da noi, cosí come sono tra noi coloro i quali vorrebbero trasformare l`Italia in una democrazia illiberale e fingere di non saperlo é solo un modo per condannarci tutti ad un pessimo futuro.

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