La lezione della Liguria servirà per fare rinsavire l’opposizione?
Sembrava quasi una passeggiata sconfiggere un centrodestra a pezzi, segnato da scandali e arresti, eppure, le elezioni che dovevano sancire la nascita del c.d. “campo largo” si sono trasformate in una dolorosa sconfitta.
Il dato più eclatante è stata la percentuale dei votanti, ben al di sotto del 50%.
Neppure il disastro morale del centrodestra al governo della Regione ha determinato le persone ad andare a votare.
Perché?
Riavvolgere il nastro e osservare ciò che è accaduto nella coalizione di centrosinistra prima delle elezioni, può essere un indizio che in qualche modo fa luce sulle ragioni di tanta indifferenza nei confronti della politica.
I litigi assurdi all’interno del costituendo “campo largo” hanno dato l’impressione di un’insanabile divergenza, quindi, di un’alternativa debole, oltre che di una brutta e litigiosa politica.
La posizione massimalista del M5S e il conflitto aperto nei confronti di Italia Viva, hanno sicuramente prostrato e infastidito gli elettori, esausti di ascoltare chiacchiere incompatibili con l’esigenza di avere un’alternativa forte e stabile a un centrodestra impresentabile.
Il dato eccezionale ottenuto dal PD, dimostra questa stanchezza nei confronti di chi continua ad alimentare divisioni e polemiche, inutili ai fini di un cambiamento del quadro politico.
Spero che questa tremenda lezione possa fare rinsavire e cambiare atteggiamento a chi non smette di porre veti, senza mai chiarire qual è la sua posizione politica su temi importanti per il Paese.
Stavolta, nella sconfitta, c’è chiaramente un vincitore all’interno della coalizione di centrosinistra, di fatto, la conferma di un trend che ormai si ripete ad ogni elezione.
Organizzarsi intorno al PD, che deve però continuare senza cedimenti l’opera di rinnovamento, mantenendo le differenze, trasformandole in opportunità e non in momenti di scontro, mi sembra l’unica strada percorribile e credibile.
In Liguria la gente non ha creduto alla coalizione e questo deve essere un monito.
Da domani ci si metta intorno a un tavolo per scrivere un programma serio, credibile, alternativo a questa destra che sta portando indietro il Paese, soprattutto, sul piano dei diritti.
Inutile pretendere di essere primi della classe quando, sistematicamente, il voto ti schiaffa di fronte tutt’altra realtà.
Il tempo corre e la gente, il popolo di centro sinistra, quello stanco di questa estrema destra di governo, ha ripetutamente detto che bisogna cambiare se si vuole vincere
Mi auguro che stavolta sia quella buona e, da stasera, i leader dell’opposizione siedano intorno a un tavolo per costruire, senza se e senza ma, una solida alternativa, credibile a questo Governo pericoloso per la democrazia.
Le condizioni ci sono tutte, ora occorre solo la volontà e l’umiltà di mettersi al servizio del Paese, affinché l’Italia cambi ed esca da questo incubo (a)fascista, populista, sovranista, omofobo, nostalgico.

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