Mentre il ministro della cultura italico, in Germania, parla un linguaggio apparentemente incomprensibile tanto che, accanto agli interpreti, siedono degli esegeti, in Italia il governo prosegue la sua attività politica inseguendo il sogno di un futuro medievale.
Carcere per chi protesta, carcere per chi sceglie la maternità surrogata, carcere per tutti, salvo, riempire di carezze e baci la sterminata pletora di evasori fiscali e più attenzione alla privacy dei corrotti.
Un nuovo modo di intendere la politica da parte di un(a) Presidente del Consiglio che, umilmente, si sente ancora capo di una scombiccherata coalizione di opposizione composta da negazionisti, nostalgici, qualunquisti, (a)fascisti, camerati, amici, parenti e compagnia cantando.
Ovviamente, per fare questo “ritorno al futuro” era necessario circondarsi di persone competenti e affidabili e, per tale ragione, l’attuale Capo del Governo ha nominato ministri Salvini, Santanchè, Sangiuliano poi degnamente sostituito dall’ermetico Giuli e, ciliegina sulla torta, vero e proprio marchio di fabbrica del nuovo corso inaugurato dall’underdog più famosa del globo terracqueo, il dr. Lollobrigida.
È incontrovertibile che lo Stivale stia cambiando, la lotta senza quartiere alla povertà o, meglio, ai poveri disgraziati è iniziata, così come la ricerca dei migliori e non dei raccomandati, è sotto gli occhi di tutti e la vicenda ALES ne è la plastica dimostrazione.
Finalmente, questo Governo ha compreso e si sta muovendo di conseguenza, quale siano le radici della criminalità e della corruzione in Italia: “I P.M.”.
Basta con questi pubblici ministeri che indagano i politici e li arrestano, mentre da innocenti patteggiano la pena.
Basta con queste intercettazioni che mettono ansia e svelano la privacy dei politici birichini.
Così, grazie a un nobile ministro della Giustizia, da sempre vicino al mai dimenticato e pregiudicato Berlusconi, si sta cercando di porre i pubblici ministeri sotto il Governo. Devono darsi una regolata e fare le indagini che vuole la politica; non se ne può più di questa anarchia e questa persecuzione nei confronti dei politici che, senza malizia, sbagliano ogni tanto, intascando qui e là mazzette e tangenti.
L’Italia ha bisogno di tornare a correre e per farlo deve privarsi delle zavorre che la frenano.
Il principio è non disturbare chi lavora e, dato che questo governo di competenti lavora senza sosta, nessuno deve rompergli le papere.
Per questo è stato democraticamente deciso di porre a capo delle reti RAI direttori amici, così che possano essere pubblicizzati, senza inutili polemiche, gli scintillanti risultati ottenuti dal Governo e dalla maggioranza.
Qualcuno dovrà pur dire che da due anni circa i treni arrivano in orario, la povertà è quasi sparita, gli stipendi sono più alti, il nostro Governo è il faro dell’Europa e mai come adesso l’Italia è ammantata da prestigio internazionale.
Le reti del biscione, la Rai e l’infinita schiera di grandi giornalisti indipendenti come Porro, Sallusti, Del Debbio, Borgonovo, Senaldi promuovono questa immagine positiva di un Governo italiano competente al centro della politica continentale.
Poi, il fatto di non essere convocato ai summit che contano non fa nulla, sono semplici dimenticanze e anche un po’ d’invidia degli altri governi.
L’Italia è certamente in buone mani e gode di ottima salute se si spendono un miliardo di euro per trasferire in Albania qualche centinaio di disgraziati immigrati, – illegittimamente per la magistratura boldcevica – e poi la sanità pubblica, a pezzi, si deve accontentare di quattro soldi che le banche hanno “gentilmente” prestato al Governo.
Già, le banche.
La straordinaria forza di questo Esecutivo targato Meloni la si vede dal rapporto che ha con il sistema bancario.
“Tasseremo gli extraprofitti!”, “Le banche daranno un contributo volontario!”, “Pagherà chi ha di più!”.
Dopo queste roboanti dichiarazioni d’intenti, la nostra leader e la sua compagnia di ministri, con a capo il roccioso Tajani, hanno chiesto cortesemente alle banche un prestito per l’attuale disastrata finanziaria, che sarà loro restituito nei prossimi anni.
Incredibile a dirsi, ma questo atteggiamento irremovibile del Governo, ha talmente intimorito il sistema bancario che ha accettato l’istanza e, il Vicepremier Tajani, uomo di fiducia del compianto Berlusconi, – uomo simbolo della sobrietà in politica -, è potuto tornare in quel di Mediaset, leggi pure Mediolanum, orgoglioso come non mai al cospetto di Marina.
È indubbio che questo Esecutivo si stia dimostrando dignitosamente forte con i deboli e debole con i forti.
Protestano, arrestiamoli; morti di fame scampati alle onde del mediterraneo, deportiamoli in Albania; i giornalisti ci criticano, niente interviste della Presidente del Consiglio; le banche si arricchiscono grazie alla crisi che massacra le famiglie italiane; chiediamogli cortesemente un prestito; evadono le tasse, vivendo nel lusso; “senza se e senza ma” condoniamoli; i corrotti e i criminali danneggiano l’economia e le casse dello stato; aboliamo le intercettazioni in nome della privacy, non è giusto che tutti sappiano chi inconsciamente sbaglia e senza malizia intasca tangenti.
In tutto ciò, oltre al necessario assalto alla Carta Costituzionale per favorire forme di governo che, anche per il terrificante Sauron di Tolkien, sarebbero eccessive, l’opposizione litiga per la qualunque.
In fondo ci stanno togliendo solo spazi di libertà e democrazia; vogliono picconare la Costituzione; hanno di fatto criminalizzato il dissenso; flirtano senza vergogna con i fascisti per cui c’è tempo per unirsi e contrastare questa maggioranza iperorbaniana.
L’opposizione deve ancora trovare una quadra all’interno di ogni singolo partito e movimento.
Per il M5S la soluzione è prevista per il 2050, per il PD nel 2051, Italia Viva comincia a risentire di certi spostamenti verso sinistra e si sono aperte enormi fratture interne a un partito dell’un po’ per cento, Calenda perde pezzi mentre continua a cercare la posizione in cui collocarsi.
Per cui la maggioranza può dormire sonni tranquilli.
Potrà permettersi altri Sangiuliani, con le loro liaison; Giuli potrà continuare a parlare un furbo sanscrito, facendo sfoggio di una cultura infosferica di Evola memoria; Lollobrigida potrà continuare, come qualunque utente di F.S., a fermare i treni a piacimento.
In fondo c’è un po’ di tempo prima che questa maggioranza realizzi i suoi obiettivi e, possiamo esserne certi, l’opposizione prima o poi lo capirà.

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