Mentre “… la quarta rivoluzione epocale della storia delineante una ontologia intonata alla rivoluzione permanente dell’infosfera globale…”, il Governo trasferisce 16 migranti al costo di 18 mila euro a testa in Albania.
Spenderemo un miliardo in 5 anni senza sapere neppure perché, salvo, ipotizzare una sorta di “mancetta” pagata, dagli italiani, per fini elettorali.
La realtà è che l’immigrazione ha arricchito e arricchisce la criminalità autoctona, che fa affari sulla disperazione di chi scappa da fame e guerra.
L’Italia paga le proprie debolezze, l’incapacità di contrastare adeguatamente la corruzione, la criminalità organizzata e le mafie e questo condiziona pesantemente il rapporto con l’immigrazione, gestita nei paesi di partenza da bande locali e qui da un sistema malato che coinvolge istituzioni, criminalità e politica.
La farsa albanese non risolverà nulla, anche per una semplice questione di numeri, ma peserà enormemente sulla casse dello Stato che, quel miliardo in cinque anni, potrebbe spenderlo per la sanità o la scuola.
Riavvolgendo il nastro occorrerebbe contrastare seriamente l’evasione fiscale; colpire duramente corrotti e corruttori, che pesano ogni anno decine di miliardi sulle casse statali; velocizzare gli iter burocratici abolendo ogni passaggio inutile, che significa cassare enti inutili e rafforzare quelli utili; potenziare la Giustizia; far pagare più tasse a chi è più ricco, cosa che non succede in questo Paese che, in spregio alla Costituzione, funziona esattamente al contrario.
Oggi il Governo va esattamente in direzione opposta, lo spot più illuminante di cosa sia questo Esecutivo è il discorso, apparentemente colto, del neoministro della Cultura che, in ritardo di 30 anni, si laurea e si esibisce in Parlamento in un panegirico incomprensibile con il quale cercava, forse, di stupire il Parlamento.
Poca sostanza, tante parole per non dire nulla, mentre si approvano condoni a ripetizione e si inaspriscono le pene per chi protesta.
Questa destra fa sempre più paura, per l’allergia che dimostra verso il dissenso, per la capacità che ha nell’accarezzare evasori e colletti bianchi e per l’incapacità conclamata nel non risolvere i problemi del Paese.
Ora tocca alla colonia penale in Albania, che costerà inutilmente come un albergo a 6 stelle alle Maldive; domani, magari, in quella sgaruppata e ipercostosa struttura per migranti al di là dell’Adriatico si potranno deportare studenti che protestano per il clima, o chi manifesterà contro quell’obbrobrio, ormai mitico, ponte sullo stretto.
Per l’opposizione si vedrà

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