Fare per anni un’opposizione rumorosa, ma priva di contenuti, senza neppure l’ombra di una proposta alternativa a quelle della maggioranza è di per sé una spia della poca sostanza di un “gruppo politico”.
Se a ciò aggiungi le pregresse esperienze amministrative totalmente fallimentari il quadro diviene ancora più chiaro.
Ecco, per dieci anni questo è accaduto all’amministrazione Galli, avere un’opposizione rumorosa ma incapace di elaborare una proposta alternativa, credibile a quelle della maggioranza.
Gli errori gravi compiuti nel 2024, – una divisione a molti incomprensibile che ha determinato la nascita di due liste guidate dal Vicesindaco e dall’assessore all’urbanistica e all’ambiente – hanno semplicemente favorito chi, per cinque anni, è stato all’opposizione criticando a prescindere senza mai fornire o proporre soluzioni concrete alle problematiche sollevate.
Ora, che i sogni di continuare quel percorso di cambiamento sono andati letteralmente in frantumi, la nuova amministrazione eletta a giugno di quest’anno già mostra i suoi evidenti limiti, mettendo a repentaglio i risultati importanti ottenuti, nonostante la pandemia, dal 2019 al 2024.
Le parti si sono invertite e anche la sostanza delle cose si è trasferita dalla maggioranza alle opposizioni, ancorché divise.
I segnali che quotidianamente giungono dal contesto amministrativo cepranese sono inquietanti e non possono lasciare indifferenti, rispetto al rischio della perdita dei finanziamenti che si staglia con sempre maggiore evidenza all’orizzonte.
Aumenta il rimpianto per gli errori commessi da una sana Amministrazione durata dieci anni, – sullo sfondo lo spettro di un potenziale terzo mandato andato in fumo – e, nel contempo, aumentano a dismisura le preoccupazioni per un’amministrazione che sembra mettere già le mani avanti, per cercare di mascherare i propri fallimenti, attuali e futuri.
Il segnale di questa leggerezza c’era stato con la costituzione della Giunta, nella quale una sola figura rappresenta il cuore pulsante dell’attività amministrativa.
Su quattro assessori solo uno è realmente importante nelle dinamiche amministrative dell’attuale maggioranza.
Un Vicesindaco, contestualmente assessore ai lavori pubblici, all’urbanistica, all’ambiente etc. è di per sé un’anomalia, amplificata dal fatto che il risultato elettorale lo aveva collocato indietro rispetto agli altri assessori e all’attuale Presidente del Consiglio Comunale.
Un’ammissione di estrema debolezza.
Pertanto, allo stato, nell’assise comunale più alta l’opposizione schiera competenze sconosciute alla maggioranza, per la maggior parte affinate su dieci anni di buona amministrazione.
Ha ragione chi si preoccupa per il futuro della città, sulla fine che faranno i finanziamenti ottenuti nella scorsa legislatura, sui progetti pronti per ottenere eventuali finanziamenti, sul ruolo che Ceprano avrà in ambito provinciale.
I segnali sono inquietanti, a partire dal voto favorevole del Sindaco al piano aziendale della A.S.L., senza che lo stesso abbia avuto la capacità in Consiglio di spiegare le motivazioni che lo hanno indotto, prima, a ignorare la richiesta della maggioranza dei sindaci di rinviarlo, poi a esprimere un parere favorevole ad esso.
Non solo.
Anche post poco istituzionali e sconclusionati per attaccare la precedente maggioranza, affastellando accuse senza senso, palesano il tentativo del Primo Cittadino di nascondere la perdita di un finanziamento per una esposizione importante a Palazzo Ferrari e il suo ruolo, nelle amministrazioni, dal 2006 al 2014, che avevano ridotto l’attuale Residenza Storica per la Regione ad un cantiere abbandonato, in pratica una discarica.
L’augurio è che l’attuale Amministrazione riesca a realizzare tutte le opere cominciate dall’amministrazione Galli e non perda altri finanziamenti, fondamentali per la città.
Contestualmente, l’auspicio è che l’opposizione trovi la forza di immaginare e poi realizzare un percorso condiviso che porti alla costruzione di una concreta alternativa all’attuale maggioranza, per riprendere con più intensità il percorso interrotto, sciaguratamente, a giugno del 2024.
Si può fare, mettendo da parte personalismi, risentimenti e inutili ambizioni personali, condividendo invece esperienze, capacità, sensibilità e voglia di fare per la comunità.
Non si può perdere tempo; nessuno vince in solitaria e, imparando dagli errori, esaltando ciò che unisce rispetto a ciò che divide e ha diviso può farci dire:
“Yes, we can.”

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