Non aumenteremo le tasse, ai ricchi, però.

Un governicchio rapace, che difende a oltranza i ricchi (niente patrimoniale e tasse sugli extraprofitti) e attacca gli altri, tra tagli alla spesa (ancora meno servizi) e aumento delle accise sui carburanti e delle tasse sulla casa.

Se a questo si aggiunge la pervicace lotta all’indipendenza dei giudici, il taglio folle alle intercettazioni, l’inasprimento delle pene per i reati di “dissenso”, la tutela ai colletti bianchi il quadro è socialmente catastrofico, allietato si fa per dire, dai video autoprodotti di una leader afascista, che rifiuta sistematicamente il confronto con la stampa libera.

Video dove si raccontano favole, in cui si dice che in Italia tutto va bene, che dimostrano la vocazione illiberale di un Presidente del Consiglio capace di affrontare interviste solo in trasmissioni amiche, fatte da giornalisti ossequiosi.

Mai visto tutto questo in Italia: neppure quel genio assoluto di Berlusconi, in grado di sdoganare in politica i fascisti mentre si dichiarava antifascista, di portare in parlamento igieniste dentali, collaboratori personali, avvocati da lui profumatamente retribuiti, vallette e presentatori è riuscito a fare tanto.

L’uomo di Arcore ha si svuotato le istituzioni dall’interno, non pagava le tasse e frequentava minorenni tra le quali la finta nipote di Hosni Mubarak, ma non ha occupato militarmente le istituzioni come sta facendo questo Governo, favorendo amici e camerati a prescindere, tra l’altro, dalle singole qualità culturali, professionali e politiche.

In tutto questo, l’opposizione continua a dividersi, facendo da stampelletta di volta in volta alla maggioranza, come sulle intercettazioni.

Se questo Paese sta andando a sbattere contro un muro, la responsabilità è anche di questi microleader, che, gigioneggiando qui e là in TV, dimenticano quale sia il ruolo di chi sta all’opposizione.

Gli afascisti, sovranisti, nostalgici, reazionari ringraziano, mentre l’Ungheria è sempre più vicina.

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