A quando i treni in orario?

Ma davvero tutte le persone che votano F.d.I. sono convintamente di destra?

Per esperienze personali credo proprio di no, anzi, tra questi sostenitori di una “destra nostalgica e sovranista” vi sono persone che votavano a sinistra e, ciò, dovrebbe far riflettere chi oggi rappresenta l’opposizione.

Se a questo consenso, – che preoccupa perché concesso a chi vorrebbe cambiare la Costituzione per renderla più permeabile alle istanze autoritarie, a chi non ha mai pronunciato mezza parola contro il fascismo, anzi, in passato si è formato sui disvalori del ventennio -, aggiungiamo coloro i quali non vanno più a votare il quadro diviene drammatico.

Chi è più stanco è chi ha creduto a lungo, troppo a lungo in un Paese più giusto e migliore, ricostruito sui valori progressisti vicini alle persone, ma ha dovuto prendere atto del tradimento sistematico da parte di chi, governando per conto del centrosinistra, ha sostenuto, di fatto, politiche di destra che hanno reso peggiore l’Italia.

Non una volta, ma sistematicamente i partiti c.d. progressisti hanno fallito, tradendo le aspettative di un grande popolo che, adesso, è esausto, sfiduciato e non vuole più sostenerli perché ai suoi occhi non più credibili.

Negli anni una sequela impressionante di sbagli hanno allontanato milioni di persone dai partiti di centrosinistra, che si sono trasformati via via in potentati autoreferenziali, incapaci di rinnovarsi, perché ostaggi di gruppi in perenne lotta tra di loro.

Hanno fallito sul piano dei diritti civili, che adesso invocano verso un Governo di destra; hanno compresso i diritti dei lavoratori; hanno realizzato riforme reazionarie all’interno del Comparto Sicurezza.

Inoltre, l’atteggiamento assunto nei confronti di problemi particolarmente sentiti dalle persone, come la sicurezza e l’immigrazione, lì hanno resi indigesti alla maggioranza degli italiani.

La “sinistra” da tempo non è empatica, affronta le questioni come se tutto ciò che viene sollevato dalla gente comune sia una boutade, isolandosi sempre di più in piccoli circoli, ormai disabitati.

L’incapacità di creare una alleanza che possa in qualche modo porre un argine a questa destra populista e nostalgica, dimostra tali limiti, esiziali per il Paese.

Ai grandi problemi dell’Italia, alle difficoltà delle famiglie che non ce la fanno più, ai giovani privati di un futuro sostenibile e dignitoso l’opposizione risponde con questioni speciose, rivendicazioni assurde e continue divisioni, che favoriscono, ovviamente, un pessimo governo e la sua maggioranza pericolosa.

Una politica seria, vicina alle persone avrebbe cominciato da tempo a lavorare per costruire un progetto di cambiamento condiviso, garantendo così una coalizione che non costringa nessuno a rinunciare ai suoi ideali, alla sua storia.

È una questione di priorità: il Paese ha bisogno di un cambiamento per risolvere i suoi gravi problemi, ma l’opposizione litiga sui nomi, sul passato e di cose che l’opinione pubblica o non comprende o considera stupidaggini.

Molti che votano a destra oggi e la maggior parte di quelli che non votano più sono semplicemente delusi e stanchi di un centrosinistra rissoso, chiacchierone e incapace di attuare serie politiche alternative.

E mentre nei 5 Stelle si azzuffano per il simbolo e il nome, nel PD persiste la cattiva abitudine di doversi per forza schierare, non per sensibilità diverse, ma per fare guerra uno contro l’altro per ottenere più poltrone e la sinistra più a sinistra si schiera “senza se e senza ma” contro I.V. così come i grillini la destra continua a sgovernare il Paese che, sempre più, rischia di diventare simile all’Ungheria di Orban.

Frattanto che questa specie d’opposizione cincischia, implode ed esplode, tra poco cominceranno ad arrivare in orario i treni e sarà sconfitta la criminalità, grazie ad una RAI ridotta a quell’Istituto Luce di cento anni fa.

Lascia un commento