C’è da preoccuparsi e molto se il capo del peggior Governo degli ultimi 30 anni, nonostante i fallimenti, le innumerevoli gaffe, le indagini della Magistratura e gli scandali continua ad avere un grande consenso nel Paese.
Non parliamo di un Governo “normale”, ma di una coalizione di sovranisti, afascisti, neofascisti, negazionisti insieme a una destra moderata erede di Berlusconi afflitta dalla sindrome di accerchiamento.
Un coacervo di posizioni estreme che, tenendosi insieme sullo “scambio” sistematico sul piano politico, rappresenta una grave minaccia ai valori costituzionali di questo Paese.
L’autonomia differenziata, che manderebbe in frantumi l’Italia, la separazione delle carriere dei magistrati, che lederebbe l’autonomia della magistratura e il famigerato premierato, una controriforma che renderebbe l’Italia una “democratura” sono l’esempio più grande di questo scambio politico in atto, all’interno di questa fosca maggioranza.
L’incompetenza, la spregiudicatezza, il familismo, vittimismo sono gli elementi altrettanto preoccupanti che contraddistinguono l’attuale maggioranza e che ricordano il peggior ventennio della storia di questo Paese.
Infatti, sarà un caso, ma il primo governo del dopoguerra composto da nostalgici somiglia incredibilmente al regime mussoliniano.
Incompetenza, familismo, amichettismo, arroganza sono i caratteri comuni di questi due governi, entrambi, nati a seguito di una crisi profonda sociale ed economica del Paese.
L’attacco a testa bassa all’informazione, condiviso da tutti i soggetti della maggioranza, è un altro tratto in comune con il fascismo e rappresenta un ulteriore grave elemento di preoccupazione, soprattutto, se associato al controllo totale della RAI e di un numero consistente di testate giornalistiche.
Ignorare tutto ciò è impossibile, non rendersi conto politicamente dei rischi che corre l’Italia è drammatico.
È un dato di fatto che l’attuale maggioranza nero/verde scaturisce dai gravi errori compiuti dai governi passati, dalle politiche fallimentari sul piano economico e sociale.
La mancata lotta alla corruzione, il continuo scontro con la magistratura accusata di fare politica, le fallimentari scelte fiscali e politiche del lavoro che hanno demolito i diritti in favore di una devastante deregulation hanno, nel corso degli anni, creato una enorme sfiducia nella classe politica, in particolare, in quella sinistra via via sempre più lontana dai problemi della gente, assente dalle periferie, ma presente nei salotti buoni e nei talk-show.
Stipendi al palo; dipendenti privati e non solo, sottopagati; un sistema scolastico inadeguato; una sanità allo sfascio; un sistema fiscale ignobile, che penalizza gli onesti e favorisce gli evasori; un problema immigrazione che ha ulteriormente penalizzato le fasce più deboli e le periferie delle città hanno fatto il resto.
Il malcontento è arrivato alle stelle e, dopo una fase che ha visto vari movimenti emergere sull’onda dell’insoddisfazione e del disagio, vedi il Movimento 5 Stelle, è stato il turno della peggiore espressione della politica di questo Paese.
Quella destra xenofoba, omofoba, (a)fascista che a colpi di slogan e populismo ora guida l’Italia.
La cosa più grave è l’irresponsabilità delle opposizioni che, pur in presenza di elementi inquietanti che dimostrano la pericolosità di questo Governo, ancora non riescono a fare fronte comune, per creare così una reale alternativa e una speranza per il futuro.
Siffatta irresponsabilità rappresenta il fattore più grave di rischio per la tenuta della democrazia, così come disegnata dalla Carta Costituzionale.
Se questa pessima maggioranza ancora è sostenuta dagli Italiani, nonostante tutto quello che ha combinato, la responsabilità è anche di un’opposizione divisa e litigiosa e che, per questo, non è percepita come una concreta alternativa.
Non sostenere la Meloni oggi significherebbe precipitare il paese nel caos, di conseguenza, ministri quali la Santanchè, Lollobrigida, Valditara potranno continuare a dire e fare ciò che riterranno più opportuno, siano boutade o mancate dimissioni a seguito di rinvii a giudizio da parte della magistratura.
Non c’è da stare tranquilli, quello che si prospetta fa gelare il sangue, si pensi solo ad un’eventuale approvazione del premierato, unico caso al mondo.
Rischiamo di vedere compresse le libertà, ora garantite dalla Costituzione, in favore di un sistema autoritario, sul modello ungherese.
La speranza è che l’opposizione, comprenda quale deve essere il suo ruolo in un momento come questo, facendo tesoro degli errori dei governi passati, per iniziare a lavorare ad una seria alternativa a questa destra impresentabile.
L’Italia non può aspettare ancora; il rischio è che si faccia troppo tardi.

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