Dieci anni di amministrazione, con una pandemia nel mezzo, non sono pochi e rappresentano un patrimonio politico e umano incommensurabile.
Centoventi mesi di buon governo, dopo tanto tempo di nulla che aveva lasciato la città nell’oblio, priva di parchi, impianti fognari, opere pubbliche e di un qualsiasi ruolo politico in seno alla provincia.
Cinquecentoventi settimane per curare gli spazi pubblici, le scuole prima completamente abbandonate, attivare opere pubbliche, affermarsi politicamente in seno alla regione, raggiungere l’Europa, (con un gemellaggio premiato per la qualità del suo progetto), sanare il disastro finanziario precedente ed ottenere milioni di finanziamenti di ogni genere, – l’ultimo del 5 giugno 2024 relativo alla pista ciclabile per un milione e mezzo di euro -, portare a termine opere abbandonate da decenni.
Ma più di ogni cosa un decennio che ha completamente trasformato il rapporto disastrato tra cittadini e Amministrazione, che ora si basa sul rispetto reciproco.
Niente più interferenze della politica rispetto all’attività degli uffici dell’Ente, ma il rispetto dei diritti a prescindere.
Chiudo la mia esperienza da Sindaco orgoglioso di aver rappresentato una Comunità con dignità e onore, ma col rimpianto di non aver fatto comprendere l’importanza del lavoro svolto in questo decènne.
Dopo la pandemia qualcosa si è spezzato, si è alzato un vento di restaurazione, la responsabilità dei comportamenti e il rispetto delle persone sono stati sacrificati dalla perdita di memoria collettiva.
Non ci si è voluti più informare, non si sono più valutati i fatti ma, come una nera onda lunga, le persone sono state ammaliate dagli slogan e dalle falsità profuse a piene mani.
La memoria, fondamentale per poter guardare con ottimismo il futuro, è stata cancellata e, con essa, sono stati eliminati i risultati straordinari di dieci anni di buona amministrazione.
Ora si cambia pagina ed è complicato comprendere cosa accadrà
È certo che l’eredità che lasciamo è una buona base di partenza per l’Amministrazione che verrà.
Ringrazio di cuore tutte le persone che hanno reso possibile questo lungo periodo di buon governo cittadino, il rammarico è che alcuni di questi collaboratori non abbiano assolutamente compreso cosa significasse la novità normativa del terzo mandato e abbiano affrontato questa novazione con ingenua superficialità, creando inconsapevolmente un problema rispetto al futuro.
Ringrazio di cuore Vincenzo Cacciarella che ho sempre considerato l’unico candidato all’altezza di poter continuare il lavoro iniziato nel 2014.
Nonostante punti di vista diversi e confronti anche dolorosi, è stato il motore instancabile delle due amministrazioni e un vice straordinario, sul quale contare sempre.
Sono certo che sarebbe stato un buon Sindaco per Ceprano.
Il mio augurio è che la nostra comunità possa continuare a guardare il futuro con ottimismo, grazie al lavoro serio, onesto e competente della nuova amministrazione.
Stavolta chi inizierà il suo mandato lo farà in una città più accogliente, con scuole dignitose o in via di ristrutturazione, con spazi verdi e curati, con molte strade sistemate, con i lavori al centro storico avviati, con progetti finanziati o pronti da finanziare, con centinaia di migliaia di euro liberi sulla parte investimenti del bilancio, con una Ceprano capofila di un G.A.L. composto da 21 comuni, gemellata in Europa e amica dell’Unicef.
Una Ceprano dove tutti hanno gli stessi diritti e il clientelismo non esiste più.
Dieci anni fa tutto ciò non c’era, lo abbiamo dovuto costruire giorno dopo giorno e, adesso, è l’eredità di cui andiamo orgogliosi che lasciamo alla comunità.

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