Si fa sempre più fatica a fare comprendere cosa significhi fascismo e il pericolo che ancora rappresenta per questo Paese e per l’Europa intera.
La perdita della memoria storica, causata da un lungo processo di delegittimazione delle istituzioni e, contestualmente, di recupero dei disvalori alla base del fascismo, percorso cominciato agli inizi degli anni novanta dello scorso secolo, sta provocando un cortocircuito esiziale per la democrazia.
Ormai è evidente che c’è un pericolo “fascista”, alimentato da una temibile svolta a destra, che incombe sulle nostre comunità.
Un rischio che si cela dietro il nazionalismo, il sovranismo e slogan terrificanti come “Dio, Patria e Famiglia”, che si nasconde dietro il tifo delle curve degli stadi in un generale svilimento della politica.
È un momento estremamente difficile per il nostro Paese e per l’intero continente, condizione ideale e la storia ce lo insegna, per l’affermazione dei partiti e movimenti autoritari.
Le difficoltà economiche, la paura sono linfa vitale per la peggiore destra che fonda i propri consensi sul disagio.
In Italia l’attuale maggioranza non ha di fronte nemmeno un’opposizione unita e consapevole dei rischi che corre il Paese e, in tale contesto, è facile immaginare provvedimenti di natura costituzionale per far virare l’Italia verso una democrazia illiberale.
Non c’è più neanche il pudore di nascondere le proprie simpatie per il fascismo, perché chi Governa e troppi rappresentati istituzionali sono di fatto nostalgici o afascisti.
Serve recuperare la memoria, a partire dalla consapevolezza di essere un Paese liberato dalla dittatura fascista e che, grazie alla Resistenza, ha ottenuto il diritto di autodeterminarsi con una Carta Costituzionale che tutti ci invidiano.
Il fascismo è un crimine, perché nasce come ideologia violenta e razzista, che odia le donne e il diverso.
Non c’è un fascismo buono e uno cattivo, perché questa “ideologia” è intrisa soltanto di disvalori ed è portatrice di crudeltà.
Il ventennio più tragico del 900 ha rappresentato la cartina tornasole delle drammatiche amenità di un regime fascista arrogante, feroce, ignorante e familista.
Un regime guidato da un piccolo uomo stupratore, assassino e vigliacco, che si era circondato di personaggi tanto ridicoli quanto tracotanti e violenti, che ha privato l’Italia della libertà, che l’ha trascinata in fondo al baratro, provocando centinaia di migliaia di morti.
Eppure, grazie al fatto che questo Paese non ha mai fatto i conti sul serio con il “mussolinesimo”, tutt’ora il fascismo, questa efferata ideologia, gode di un consistente consenso, alimentato da falsità storiche e fake news.
È un momento davvero difficile e anche insidioso, poiché solo il nostro Presidente della Repubblica riesce a dire parole chiare e incontrovertibili sul fascismo, sulla Resistenza, sull’antifascismo.
Siamo governati da “afascisti”, quando va bene e ciò rappresenta un tragico vulnus per la democrazia.
Serve uno scatto d’orgoglio e la consapevolezza che non possono esservi divisioni paranoiche nell’opposizione, poiché il momento è difficile e a rischio vi è la democrazia.
Chi ci governa ha come riferimento l’Ungheria di Orban, una democrazia chiaramente illiberale e la proposta sul premierato, nonché l’autonomia differenziata vanno in quella direzione.
Non capire ciò e pensare di essere più intelligente e furbo degli altri, rappresenta un comportamento irresponsabile, che potrebbe costare caro, molto caro al futuro di questo Paese.

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