Credo in un ideale…

Che fine hanno fatto gli ideali in politica?

Sarò all’antica ma ritengo che la politica debba essere fondata su valori ben definiti e sugli ideali che esaltano le differenze e contraddistinguono un partito dall’altro, una candidatura dall’altra, un progetto politico-amministrativo dall’altro.

La potenza e la virtuosità di un ideale sono le caratteristiche che possono tenere a bada i personalismi, garantendo quel passo indietro che, in alcune situazioni, assicura dieci passi avanti al progetto.

Purtroppo, in questo drammatico contesto storico la politica sembra viaggiare sulle ali dei personalismi, degli slogan, dell’incoerenza dell’egoismo e i risultati di ciò sono sotto gli occhi tutti.

Quello che hai detto fino al giorno prima, non vale nulla se la strada per ottenere uno “strapuntino” ti obbliga a fare l’esatto opposto il giorno dopo.

Non esiste quasi più il concetto di coerenza e la parola data vale meno di zero, se è un problema all’interesse personale.

Dove ci porterà questo contesto opaco e senza reali punti di riferimento è presto per dirlo, ma è certo che non rappresenta la strada migliore per un futuro che sia meno devastato di questo presente.

Personalmente faccio parte di quel risicato gruppo di persone che considera gli ideali un valore aggiunto in politica e nell’attività amministrativa.

Non credo negli accordi a prescindere, finalizzati a dare soddisfazioni alle mere aspirazioni personali o a tutelare interessi di parte.

Non puoi essere di sinistra, quindi credere in una società più giusta, senza discriminazioni e poi allearti con chi esprime disvalori razzisti e, magari, è stato alleato con sovranisti e neofascisti.

Non è concepibile mettere insieme visioni della società diametralmente opposte, perché il risultato se va bene potrà essere solo una devastante paralisi.

La voglia di porre l’io davanti al noi, calpestando valori e ideali, porta solo a un concetto di politica grigia, dove tutto è pericolosamente indefinito.

l’Italia sta pagando lo svuotamento della politica, una rincorsa infinita a promesse inattuabili, che toccano la pancia delle persone, un contesto nel quale l’ignoranza e il vittimismo si sposano col peggiore populismo.

Non è un particolare insignificante la coerenza; è il marchio di fabbrica dell’onestà intellettuale su cui deve fondarsi l’impegno politico e amministrativo; è un valore frutto dell’idealismo.

Gli ideali sono i pilastri su cui costruire il progetto attorno al quale creare una coalizione fatta di differenti sensibilità, ma che si riconoscono in una visione comune della società.

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