Basta ridicoli spot, aumentate gli stipendi e le pensioni.

Invece di interventi spot, che sfiorano il patetico, occorre aumentare in modo consistente stipendi e pensioni.
Il resto sono chiacchiere inutili e stucchevoli.
Come fare? Basta condoni e lotta serrata agli evasori fiscali, con una nuova e più efficace normativa. Quanto tempo occorrerebbe? Pochissimo, se ci fosse la volontà politica di farlo.
Se continua di questo passo l’Italia diventerà il Terzo Mondo d’Europa, senza ceto medio, con una società divisa tra ricchi e poveri.
Cento miliardi di evasione fiscale all’anno, in un contesto dove i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri crescono costantemente.
A Roma, per non parlare di Milano e in genere nella grandi città un dipendente pubblico con famiglia (monoreddito) è semplicemente povero.
Questa è la drammatica realtà in un Paese dove la corruzione, il clientelismo, il menefreghismo hanno distrutto la qualità dei servizi.
Non servono più parole o ignobili messinscena per prendere in giro l’opinione pubblica.
C’è poco tempo prima che accada l’irreparabile e, quindi, servono fatti per salvare l’Italia, messa in croce da una classe politica perlopiù impresentabile.
I sindacati hanno una cospicua responsabilità in questa catastrofe sociale.
Da difensori dei lavoratori si sono dimostrati, spesso, sodali o inconsapevolmente complici di chi ha demolito i diritti, ripristinando, di fatto, la “schiavitù” pagata da fame.
O cambiano o saranno anche loro travolti dalla disperazione e dalla rabbia di chi ed è la maggior parte, non c’è la fa più.
Siamo la Cenerentola d’Europa, con una classe politica penosa, che sui palcoscenici internazionali cerca di darsi disperatamente un tono.
Stiamo perdendo tutto, mentre si consolidano criminalità, clientelismo, disperazione e rassegnazione.
Altro che la povera Venere di Botticelli ridicolizzata da botulino e ignoranza.
L’Italia ha bisogno di un cambiamento epocale, che queste pessime classe dirigente e politica non possono garantire.
Godiamoci questo orrendo e arrogante presente, senza pensare ad un ancor peggior futuro.
Viva l’Italia, povera e disperata alla mercé di ricchi insaziabili e organizzazioni criminali; un Paese dove l’onestà non paga mai.
Viva l’Italia che, forse, ce la farà.

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