Renewal for change.

Non facciamo confusione: rinnovamento non significa abbassare l’età degli incapaci, dei corrotti, delle lingue di miele.
Rinnovamento significa dare spazio alle idee, alle capacità, all’onestà.
Su queste basi e solo su queste, ovvero, sulle azioni finalizzate a porre al centro le qualità dei singoli sul piano morale, politico e professionale, si può ipotizzare un vero cambiamento incardinato sul rinnovamento.
In Italia questo è mancato clamorosamente ed ha ridotto il Paese in una fiera del vecchio, assolutamente non al passo coi tempi, con un livello di clientelismo e familismo alle stelle.
Cariche pubbliche o politiche tramandate di padre in figlio, in un baillame di insipienza che è costata e sta costando caro all’Italia.
Il rinnovamento che auspico passa per la qualità e non per il censo. Per l’impegno e non per la fortuna di essere figli o amici “di”.
Rinnovare la politica non significa cambiare un uomo capace con una donna incapace o viceversa.
Ho sempre pensato che questo Paese avesse disperatamente necessità di un profondo cambiamento e, per la prima volta in tanti anni, ora potrebbero esserci le condizioni per iniziare un percorso in questa direzione.
Occorre capire se, come troppo spesso accade in Italia, questa possibilità di rinnovamento non sarà inquinata dalle torme di opportunisti capaci all’occorrenza di saltare sul carro del vincitore o modificare la loro posizione a seconda di come va il vento.
Bisogna comprendere al più presto quanti parassiti tenteranno di riciclarsi velocemente in modo da continuare a godere di favori e privilegi.
L’Italia ha disperato bisogno di rinnovamento, per poter immaginare un futuro migliore di questo brutto presente.
Il tempo stringe e i ritardi accumulati cominciano a pesare, pensiamo solo quanto terreno abbiamo da recuperare sul piano dei salari rispetto gli altri Stati europei.
Quanto abbiamo da recuperare sul piano degli investimenti nell’ambito della scuola e della sanità.
Per non parlare dei diritti civili, per i quali rischiamo di restare fanalino di coda dell’Europa in compagnia di Paesi come la Polonia e l’Ungheria.
È indispensabile il rinnovamento, per ottenere un cambiamento che possa portare questo Paese fuori dalle secche in cui si è incagliato a causa dell’inadeguatezza della politica che finora ci ha governato.
Rinnovamento per maggiori diritti, meno burocrazia, più legalità e meno criminalità.
Occorre fare presto, perché siamo terribilmente in ritardo.

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