Come era ovvio, alle dichiarazioni roboanti e immaginifiche rilasciate dai banchi dell’opposizione, sono seguiti atti assolutamente scontati una volta al Governo, in linea con le scelte fatte dall’Esecutivo precedente.
Anzi, se proprio vogliamo dirla tutta, i primi provvedimenti di questo Governo delineano una generale e pericolosa confusione, determinata dal fatto di dover pagare marchette a chi lo ha sostenuto come, ad esempio, quei begli esempi di intellighenzia rappresentati dai “no-vax”.
Una iattura elevata a movimento, come se i fautori del terrapiattismo fossero scienziati.
Poi ci sono gli evasori fiscali, che in Italia rappresentano un numero consistente della popolazione. Sanguisughe che drenano servizi allo Stato, non pagando le tasse che lasciano a chi è onesto, oppure, non può proprio evadere perché dipendente.
Sono tanti e allora occorre pagare anche la mancetta rispetto alle promesse invereconde fatte loro in campagna elettorale: meno pos, più contante, condoni di vario genere, facendo godere anche la criminalità organizzata che uccide, minaccia e ricatta per accumulare ricchezze in nero.
Poi c’è il capitolo costo carburanti che, invece di scendere, fanno un bel balzo in avanti grazie allo stop agli sconti imposto dal Governo.
Nulla questio, in una condizione di normale sacrificio provocato da un contesto disgraziato frutto di una pandemia e di una assurda guerra, ma proprio così non è.
Infatti, regalare un miliardo di euro alle squadre di calcio di serie A, indebitate fino al midollo per poter pagare stipendi da nababbi a soggetti bravi a tirare quattro calci a un pallone, rappresenta una scelta folle e senza un’apparente logica, che depaupera le già esauste risorse dello Stato. Un po’ come in Arabia Saudita dove si fanno leggi ad personam per Cristiano Ronaldo e Georgina, in spregio ai diritti negati alle altre donne.
Più soldi al calcio, più condoni agli evasori, meno mascherine e vaccini ai “no vax” a fronte di un attacco feroce al reddito di cittadinanza, un addio agli sconti sul carburante, zero euro per i comuni in difficoltà da parte di una maggioranza pericolosamente “confusa”.
A proposito di illegalità: invece di inasprire la lotta alla corruzione, all’evasione fiscale, alla criminalità organizzata l’Esecutivo pensa ai “rave” , – certamente non una emergenza -, a ridurre la possibilità di utilizzare le intercettazioni telefoniche, alla separazione delle carriere, – un PM sotto controllo della politica sarebbe devastante -, a limitare l’opera delle ONG in mare.
Una scelta di campo chiara, un bel segnale rivolto a quella parte della società che fatica a rispettare le regole, avulsa da un contesto legalitario del rapporto tra individui.
Questo Paese ha estremo bisogno di riforme, ma la strada che vuole percorrere il Governo va dalla parte opposta.
Meno burocrazia, norme chiare, meno enti inutili (i n u t i l i) e più controlli. Questa è la ricetta per il rilancio dell’Italia. Invece il Governo liberalizza i subappalti, non tocca la burocrazia, vuole comprimere gli spazi per le intercettazioni, porre i PM sotto l’Esecutivo, modificare la Costituzione in senso presidenzialista, in un festival di pericolose e inutili iniziative che ricordano da troppo vicino il mai compianto Licio Gelli.
Tante promesse, improponibili, in campagna elettorale e poi un pericoloso nulla sul piano sociale.
Piccoli passetti potevano essere fatti per premiare gli onesti, quelli che, nonostante tutto, pagano le tasse con cui, non dimentichiamolo mai, si finanziano i servizi dello Stato (scuola, sanità su tutto).
Riduciamo il carico fiscale ai lavoratori dipendenti, così da favorire anche quel sistema datoriale che rispetta norme e contratti;
abbassiamo l’Imu a chi affitta REGOLARMENTE un appartamento, una seconda casa;
semplifichiamo le procedure, eliminando autorizzazioni ed enti inutili;
sburocratizziamo il sistema, riformando la P.A. affinché il merito divenga l’elemento cardine del rapporto tra dipendente e Stato, ovviamente, in un contesto ripulito da clientelismo e familismo ora imperante;
rendiamo snello il sistema fiscale, affinché con la semplificazione delle procedure diventino efficaci i controlli da parte dello Stato e rapida e certa la pena o la sanzione nei confronti di chi evade le tasse.
Questo Paese non ha bisogno di stravolgimenti costituzionali, se fosse applicata la nostra Carta potremmo davvero fare degli enormi passi in avanti.
Invece, come al solito, un certo centrismo, che sa di stantio e una destra molto a destra tentano di mettere le mani sull’unica cosa che unisce gli italiani, che ha funzionato salvandoci da pericolose svolte reazionarie e che ci garantirebbe un futuro migliore se fosse puntualmente applicata: la nostra Costituzione.
Che in Italia non si sia fatta chiarezza sui tanti fatti oscuri e drammatici che hanno costellato la sua storia dal dopoguerra si capisce anche da ciò che sta accadendo ora.
Purtroppo, il piano piduista di rinascita democratica è presente più che mai, col suo bel presidenzialismo e con la separazione delle carriere dei magistrati si fa sempre più attuale.

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