Un mondiale corrotto, la bellezza di un gattino…

Un po’ di tempo fa, guardando le persone che dialogavano coi loro animali, pensavo che un tale atteggiamento fosse frutto dell’esagerazione, un comportamento sostanzialmente stupido. Non ho mai maltrattato un solo animale, ma quel modo di fare mi sembrava eccessivo anche se, da bambino e poi da ragazzo, ho assistito a scene nelle quali mio nonno dialogava con la sua gatta, che sembrava comprendere le sue parole. Poi la vita ti porta ad avere un rapporto più stretto con un gattino, i figli hanno il potere di fare miracoli e, in particolari situazioni, mi sono ritrovato da solo a parlare con quel micro felino dallo sguardo perplesso, per un umano dalla faccia strana che pronunciava suoni incomprensibili.
In fondo era solo un gattino, cosa può fare un piccolo felino per consolare un uomo. Nulla, ma, per esempio, può mettere la sua testa sotto il tuo braccio, venire dietro te mentre sei seduto sul letto e mettere le sue zampette sulle tue spalle, oppure, mentre sei affranto seduto sul divano, mettere la testa vicino al tuo orecchio per poi sdraiarsi dietro il tuo collo.
Mi sono convinto che un gatto non potrà mai comprendere i tuoi discorsi, ma il tuo stato d’animo si e, nell’ambito delle sue possibilità, cercherà di comportarsi di conseguenza, facendoti sentire la sua presenza (vicinanza).
Esperimento ripetuto successivamente, in un altro contesto con un altro gatto.
Sembra impossibile ma anche in questo caso è nato un feeling.
Un gatto senza un occhio e sofferente per un probabile investimento, alla continua ricerca di un gesto affettuoso.
Al rientro, quasi ogni sera, questo gattino mi veniva incontro, mi accompagnava fino alla porta, costringendomi a giocare con lui prima di entrare in casa.
Dispettoso, tanto da scacciare anche persone a lui non gradite perché potenziali distrazioni dalle sue necessità.
Una simpatica compagnia come e più di tanti umani.
Poi ho visto la conferenza stampa del Brasile ai mondiali in Qatar, dove un gattino è salito sul tavolo mettendosi tra il giocatore che in quel momento raccontava amenità sul calcio e l’addetto stampa della squadra verdeoro.
Una scena bellissima, che poteva diventare virale in senso positivo se quel gattino fosse rimasto lì, su quel tavolo ad arricchire e riempire il vuoto di un’inutile e pallosa conferenza stampa.
Un gattino improvvisamente diventato famoso in tutto il mondo, per un semplice balzo sul tavolo di una conferenza stampa incentrata sul nulla cosmico del calcio.
Migliaia di morti per costruire gli stadi del più corrotto dei campionati mondiali, dove le libertà sono state svendute all’arroganza di una classe politica ricchissima e retrograda capace di corrompere la peggior feccia politica europea mascherata da paladina dei diritti, ma incapace di impedire a un gattino di farsi inquadrare in tutto il suo splendore dalle telecamere di tutto il mondo.
Un atto sublime di libertà, di bellezza, uno schiaffo all’arroganza e a una tirannia goffa e pesante.
La classe di un gesto armonico della natura, di fronte alla disgeusia di una stirpe di ricchi macchiata di sangue. Sarebbe bastato poco, un gesto di classe, la capacità di comprendere gli effetti benefici di una presenza non voluta ma regalata dal destino.
Invece, la tracotanza dell’essere umano ha preso il sopravvento e quel gattino simbolo di bellezza, armonia e dignità è stato scacciato senza un motivo reale che non fosse la presunzione di superiorità di un nulla che ci ammorba le giornate, con chiacchiere, palle e lacrime ridicole.
Se mi domandassero cosa mi è piaciuto di più di questo sanguinoso, corrotto, assurdo e lacrimoso mondiale risponderei, senza ombra di dubbio, l’armonica bellezza di un gattino che, per un momento, l’intero mondo ha potuto osservare.

Lascia un commento