Il conto alla rovescia per l’Italia

Quanto manca al disastro economico e sociale? I carburanti alle stelle, nonostante il palliativo di trenta centesimi varato dal Governo, bollette di luce e gas ogni oltre limite, stipendi al palo, servizi inefficienti, evasione fiscale da terzo mondo segnano l’attualità di un Paese sempre al limite del collasso. Anni di superficiale incompetenza, di politiche segnate da una corruzione patologica hanno portato l’Italia alle soglie di un disastro, che ormai pare inevitabile. Eppure chi dovrebbe responsabilmente guidare questo Paese malmesso sembra non accorgersene, forse, perché lontano anni luce dai problemi delle famiglie e dalla difficile quotidianità.
Le previsioni nefaste non sembrano scuotere più di tanto quella politica vecchia, botulinizzata, oppure, falsamente rinnovata da teste di legno o capitati per caso.
Tra qualche mese c’è il rischio che crolli tutto sotto la pressione di una speculazione criminale, che pare colpire in particolare la nostra Nazione, già segnata da un debito pubblico monstre, da una corruzione patologicamente immensa, da un’arretratezza tecnologica indegna dell’Europa, da una politica inadeguata. Anni di qualunquismo strisciante hanno prodotto una classe politica incommentabile, che ha proliferato sulla superficialità di un’opinione pubblica affascinata soltanto da titoli e slogan, che ha cancellato la memoria storica di una Nazione, ormai preda di qualunque strillone prometta idiozie.
Siamo allo collasso e, tra poco, cominceranno a saltare anche i comuni, sommersi dai costi energetici assurdi, che si andranno a sommare agli effetti esiziali di normative superate dalla storia.
Questo terremoto colpirà anche le attività produttive e le famiglie in un coacervo di disperazione e rabbia che sarà complesso gestire.
L’Italia è più fragile rispetto ad altri paesi europei e rischia di finire travolta dalle sue inadeguatezze, dai suoi drammatici ritardi.
Il circo Barnum delle trattative per il nuovo Governo, tra Vodka e Lambrusco, tra “INpiegati” portati ai vertici istituzionali e sgangherate proposte di aeroporti a Cortina non depone a favore di un futuro migliore, tutt’altro.
I nodi sono arrivati puntualmente al pettine e non sarà facile scioglierli.
È il caso che tutti facciano un bell’esame di coscienza, soprattutto coloro i quali e sono davvero tanti, che in questi ultimi anni hanno ignorato la politica in favore del calcio, delle soap opera o magari dei vari “grandi fratelli”, preferendo limitarsi a leggere i titoli delle notizie, spesso fake, invece di approfondirn,e i contenuti. L’allontanamento sistematico dalla politica delle persone, ingiustificabile, ha consentito di creare un sistema ancora più corrotto e malato rispetto alla famigerata Prima Repubblica, essendo venuto meno il controllo sociale e il senso critico nell’opinione pubblica. Mentre il calcio ha mantenuto il suo fascino, nonostante le follie che stridono con le immense difficoltà che vivono le persone normali, la politica è stata abbandonata con l’effetto di amplificare all’ennesima potenza i difetti atavici del sistema italico.
Ora avremmo disperatamente bisogno di serietà e competenza, invece, ci ritroviamo sommersi da stupidaggini e incompetenza in salsa sovranista.
Sono preoccupato, molto preoccupato e mi auguro che anche stavolta, magari per l’ultima volta, qualcuno salvi questo Paese prima che precipiti nel baratro.
Il resto toccherà farlo a noi, finalmente consapevoli che la politica è lo strumento che gestisce il presente mentre progetta il futuro.
Ovviamente, con una classe di rappresentanti degna di questo nome, seria, competente e onestà.

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