Mentre prosegue la guerra personale del criminale Putin contro l’Ucraina, tra farneticante misticismo e fascismo di un patetico tiranno, in Italia, afflitta dalle conseguenze di questo assurdo conflitto, si veleggia verso le imminenti elezioni tra ridicole promesse e pietosi show di politicanti leader per caso.
In questo bailamme di invereconde dichiarazioni, emergono però elementi inquietanti, che fanno presagire un futuro oscuro.
Ancora una volta si pone in discussione la nostra Carta Costituzionale che, fino ad ora, ci ha messo al riparo dai colpi di testa di quello o quell’altro presunto leader con l’insana vocazione di essere il nuovo padre di una nuova, improbabile Carta Costituzionale.
Tra gli argomenti di questa scellerata campagna elettorale, il cui livello rasenta la follia, è tornata ancora una volta la riforma della Costituzione attraverso una nuova Bicamerale.
Solo a pensarci mette i brividi.
La nostra Costituzione scritta da persone competenti, democratiche, che avevano vissuto la tragedia del fascismo sulla loro pelle, che avevano partecipato alla Resistenza al nazifascismo modificata da un manipolo di politicanti cresciuti all’ombra o sotto i riflettori dei talk show, aspiranti a uno scranno parlamentare grazie alla capacità di pronunciare in modo intonato uno slogan contro lo Stato ladrone, gli immigrati che ruberebbero il lavoro agli italiani, lo Stato assassino perché vaccina contro il Covid e/o robe di questa portata.
Un incubo, altro che i libri di Stephen King; tra leaderismo, populismo, sovranismo filo putiniano e fascismo quello che ne potrebbe uscire fuori sarebbe un immenso disastro da cui risollevarsi potrebbe risultare impossibile.
In siffatto acervo di corbellerie elettorali, nel momento peggiore per la vita di questo Paese, sta anche emergendo l’ennesimo dibattito sulle donne Premier.
E’ vero l’Italia non ha mai avuto una donna Capo del Governo o Presidente della Repubblica, eppure grandissime personalità non sono mancate.
Nilde Iotti, Angelina Livia Merlin, Tina Anselmi, Rita Levi Montalcini, Margherita Hack, Emma Bonino tutte avrebbero potuto ricoprire il ruolo di Premier o Presidente della Repubblica senza far sfigurare il Paese, anzi, accrescendone l’immagine nel mondo.
Grandi donne che hanno calcato e calcano la scena politica o che ci hanno dato lustro per i brillanti risultati scientifici ottenuti.
Se dobbiamo rimpiangere occasioni perse potremmo farlo per queste grandi personalità, perché è mancato il coraggio alla politica di fare scelte all’altezza delle aspettative del Paese, che, non dimentichiamo, è ancora fortemente maschilista e arretrato sul piano dei diritti civili.
Ebbene, da qui, a pensare di dover scegliere un Primo Ministro donna che incarna i valori più retrogradi e misogini, nonché la peggiore politica omofoba per dimostrare che l’Italia ha fatto passi avanti sul piano della parità mi sembra una sciocchezza sesquipedale.
Non stiamo parlando di un premio nobel o di una professoressa di qualche famosa università, che ha studiato politica internazionale conquistando grandi riconoscimenti per la qualità dei suoi lavori.
Qui si tratta di mettere in mano l’Italia ad una ex-ministra della Gioventù del Governo Berlusconi, che non ha fiatato quando portarono 500 “belle” ragazze da Gheddafi per indottrinarle sul Corano, che si è formata nelle organizzazioni giovanili del M.S.I., che ha sostenuto e votato tutte le leggi ad personam del Cavaliere, che ha votato l’atto con il quale si affermava che Ruby era la nipote di Hosni Mubarak l’ex-Presidente egiziano, che, in una canzone a Lei dedicata dal gruppo d’ispirazione neofascista Aurora, viene defiinita “Coatto Antico”.
Sarebbe il caso di non dimenticare che la parità di genere non può essere a prescindere e in questo caso, ancora di più, visto che parliamo del capo del partito più a destra e conservatore, – con all’interno pesanti influenze neofasciste -, d’Italia.
Forse è il caso di tralasciare discussioni che non hanno senso e concentrarci sugli sviluppi e le conseguenze che potrebbero scatenarsi a seguito delle imminenti elezioni.
Pensiamo al futuro e alla qualità delle proposte in campo; l’Italia ha estremo bisogno di modernizzarsi guardando ai paesi più avanzati sotto il profilo sociale ed economico.
In questo contesto l’Europa rappresenta il naturale ambiente dove poter lavorare per avanzare in ogni campo, dove la democrazia è uno strumento di crescita e partecipazione irrinunciabile.
Attraverso questo percorso di condivisione delle esperienze si può giungere alla parità dei diritti, al rispetto delle diversità, che sono un arricchimento e non un problema.
Il 25 settembre si vota per il nostro futuro e immaginare un’Italia governata da referenti di Steve Bannon, che rappresenta la peggiore destra mondiale, razzista, omofoba e misogina, insieme a chi ha stipulato accordi politici ed economici col partito del criminale Putin e a chi ha trasformato l’Italia nel paese del Bunga Bunga è un incubo.
Se non ci si ferma un attimo a pensare, andando oltre i titoli e gli slogan, questa volta potrebbe essere davvero un incommensurabile disastro per l’Italia.

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