Abbiamo i nostri giovani laureati costretti ad andare all’estero per poter ottenere un lavoro dignitoso.
Chi resta, se non è “figlio di…”, pena per trovare un impiego che, per la maggior parte dei casi, è sottopagato e/o senza tutele.
Siamo un Paese drammaticamente indietro sul piano dei diritti civili, con un livello di illegalità parossistico, un’evasione fiscale monstre, una burocrazia soffocante fino alla paralisi e questa destra pericolosa e pateticamente incompetente propone pervicacemente il blocco navale, come se fossimo uno Stato in guerra.
Pace fiscale, l’ennesimo favore agli evasori ed ennesimo schiaffo ai cittadini onesti; flat tax, un sistema fiscale che favorirebbe i più ricchi, smantellando lo stato sociale.
Queste, sono le proposte fiore all’occhiello di una destra che, alimentata da un populismo pericoloso per la tenuta democratica e sociale del Paese, vede il traguardo di una vittoria insperata, inquietante per idee, proposte e soggetti che costituiscono l’acervo sovranista, neofascista e conservatore della compagine nero, verde, azzurra.
Il rischio drammatico, non completamente percepito dall’opinione pubblica è lo shock di trovarsi al cospetto dell’Europa senza Draghi e al suo posto una “Coatto Antico”, nostalgica e munita di missina fiamma tricolore.
Quale credibilità potrebbe avere l’Italia?
Ancora una volta ci ritroviamo sul baratro, ma stavolta nessuno potrà salvarci e il futuro si fa oscuro, attesa la disperata situazione economica del nostro Paese, attualmente stritolato tra un immenso debito pubblico e le conseguenze della pandemia acuite dalla folle guerra di Putin e con la necessità di fornire rapidamente risposte alle famiglie e alle imprese.
Questa destra rissosa e populista è la stessa che ci ha legato a doppio filo al gas russo, che ha gestito in modo scellerato il passaggio da lira ad euro, che ha approvato le leggi “ad personam” che hanno salvato il Re di Arcore, che ci ha ridicolizzato in ogni angolo del pianeta durante la visita di Gheddafi a Roma, che ha creduto alle panzane berlusconiane sulla nipote di Mubarak, che flirta con Steve Bannon e ha stretto accordi con “Russia Unita” il partito del criminale Putin.
C’è da preoccuparsi non poco pensando a un futuro Parlamento dove nostalgici del ventennio, filo putiniani, amici della peggiore destra americana incarnata dagli estremisti di QAnon, evasori fiscali, condannati in via definitiva, omofobi possano avere una maggioranza.
Una prospettiva drammatica per l’Italia e per l’intera Europa.

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