Una società a colori…

Un’altra donna massacrata, l’ennesimo femminicidio che segna il passare del tempo in questo strano Paese.
Le donne in Italia non godono degli stessi diritti degli uomini, ma è proprio il modello culturale italiano lontano da un concetto moderno di relazioni sociali. Ancora sono una chimera diritti civili che possano far annoverare l’Italia tra gli Stati più avanzati sul piano sociale.
Sulle donne poi è stata calata una scure che le discrimina sui posti di lavoro, impedisce il riconoscimento effettivo di diritti sanciti dalla legge, le subordina all’uomo sul piano relazionale, le rende indifese rispetto ai comportamenti violenti dei “maschi”.
La politica in tutto ciò gioca un ruolo determinante, con una destra retrograda, avvantaggiata nei sondaggi, che propone notevoli passi indietro rispetto alla già difficile situazione attuale.
Una prospettiva da incubo, se si pensa che questi leader arrembanti e caciaroni come Salvini e Meloni sono supporter sfegatati di Putin e Trump, notoriamente omofobi e misogini. Discorso a parte per l’ottantenne Berlusconi, che ha dimostrato negli anni quale sia il suo contorto rapporto con l’altro sesso.
Quindi, in un contesto già corrotto sul piano della parità di genere, – basta guardare il dato dei medici obiettori di coscienza sull’aborto, quello delle denunce per molestie sui posti di lavoro e quello drammatico dei femminicidi -, la vittoria di una destra medievale nel rapporto con le donne e, in generale, allergica alla parità di genere potrebbe essere il colpo di grazia al Paese.
Sono convinto che l’amore e il rispetto reciproco siano elementi imprescindibili per vivere in una società positiva ed evoluta.
Leader ipocriti, difensori della famiglia tradizionale mentre loro vivono in una condizione opposta, mi ricorda la famosa frase del Marchese del Grillo “…ma io so io e voi non siete un ca…”. Io vorrei un’Italia diversa, dove tutti possano vivere liberi, nel rispetto degli altri, senza paure o discriminazioni. Un’Italia dove tutti si sentano parte integrante della società, ognuno con le proprie differenze, perché è la diversità che ci fa crescere e migliorare.
Basta con questi “stigma” nei confronti di chi noi riteniamo diverso. Consideriamo le differenze colori e costruiamo una società arcobaleno, dove tutti, rispettandosi reciprocamente, abbiano gli stessi diritti. Se non partiamo da qua, da questa consapevolezza, il tema della donna rimarrà sempre una ferita aperta, tra violenze, discriminazioni e femminicidi.

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