Cannoneggiare allegramente i barconi nel mar…

Ci risiamo.
Non fa nulla che il Paese viva un dramma sociale senza precedenti, che c’è una guerra pericolosa in piena Europa e una politica rissossa, arrogante e incompetente ha trascinato l’Italia nella più stupida, insensata crisi politica dal dopo guerra a oggi.
No, per i nostalgici sovranisti il problema dei problemi sono gli immigrati e, con solennità, per bloccare il loro arrivo, ripropongono un bel blocco navale.
Pura scempiaggine, ma che cerca di fare breccia laddove la cultura, la capacità critica latitano.
Un’ignomignosa propaganda razzista che nasconde l’incapacità di proporre soluzioni intelligenti e concrete ai terribili problemi che assillano le famiglie.
Un atto di guerra in mare, con la possibilità di sparare sui barconi affollati di donne, bambini, persone sopravvissute alle torture, alla fame alla sete, alla perigliosità del mare invece di combattere evasori fiscali e criminali, che rappresentano una piaga per l’Italia.
Altra proposta folle, magari per i ricchi potrebbe essere accettabile, la flat tax, con cui tutti pagheremmo il 15%/20% di tasse.
Il risultato sarebbe un megasconto per i ricchi e ricchissimi, che risparmierebbero decine se non centinaia migliaia di euro e un microscopico e aleatorio vantaggio per i meno abbienti.
Non finisce qui; il problema di questa folle proposta, populista e distruttiva è chi sosterrebbe lo stato sociale, quindi gli ospedali, le scuole, etc.?
Poco male, per i ricchi una bella e sostanziosa assicurazione li proteggerebbe pure dall’arrivo sul nostro pianeta di una cometa dalla nube di Oort, mentre per tutti gli altri, alle prese con paghe da fame o inadeguate, nonostante il risparmio sulle tasse (un pannicello caldo), una eventuale malattia diventerebbe una tragedia, così come una qualunque visita medica o un ricovero in ospedale.
Una prospettiva da incubo.
Due proposte oscene, che però suscitano emozioni negli strati più arrabbiati e stremati, in quelli fragili culturalmente e nelle fasce più ricche ed egoiste del Paese.
Ma questo modo di cercare consensi, in un contesto sociale stanco e provato da anni di crisi, dalla pandemia e ora dalla guerra dimostra il sostanziale rifiuto “ancestrale”, da parte di questa destra nostalgica, populista e sovranista dei principi costituzionali frutto della resistenza al nazifascismo.
I nipotini del ventennio più triste e drammatico per il nostro Paese non riescono proprio a nascondere le origini nere e rumorose del loro credo politico.
Urlano slogan che trasformano in un programma politico degno delle peggiori destre mondiali, da Trump a Bolsonaro, da Orban a Putin.
Questi campioni antidemocratici, antiecologisti, xenofobi, omofobi, misogini e guerrafondai tifano senza remore per la destra nostrana, i cui rigurgiti anteuropeisti e nazionalisti sono musica per le loro orecchie.
I neofascisti di Vox, che proliferano in Spagna, stravedono per i nostri nuovi (vecchi anzi vecchissimi) leader fascio/leghisti e i rapporti di questi ultimi con la destra golpista americana, vedi Steve Bannon e gli accordi col partito Russia Unita di Putin rappresentano una garanzia illimitata per la peggiore destra mondiale.
Immaginare alla guida dell’Italia questo bailamme di pericolose “non idee”; questi mangia diritti civili; questi omofobi difensori della famiglia tradizionale, con figli fuori dal matrimonio; questi teocrati devoti alla salsiccia e al Vin brulé fa accapponare la pelle.
Povera Italia, queste elezioni folli in piena emergenza sociale non ci volevano, ma non è tanto il presente che angustia, ma la prospettiva di trovarsi governati da una coalizione reazionaria, contraria ai diritti civili, che vuole le donne a casa, che ci vuole lontano dall’Europa accanto ai peggiori campioni della destra planetaria.
Forse pagheremo meno tasse, come in America, ma la gente senza una capiente carta di credito non avrà diritto ad entrare neppure in ambulanza.
E quando le cure a carico del sistema sanitario nazionale saranno una chimera, potremo sempre divertirci ad ascoltare i notiziari che ci allieteranno con le cannonate sui barconi dei migranti.
Che la fortuna (l’intelligenza) ci aiuti.

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