In questi giorni, una mia decisione nell’ambito della Giunta ha suscitato polemiche, per la verità limitate e strumentali, che di fatto hanno distratto dal vero straordinario risultato raggiunto in un momento storico così drammatico.
L’aver attuato un accordo, preso a inizio consiliatura, anche se un po’ in ritardo a causa degli effetti ed esigenze conseguenti alla pandemia, ha di fatto qualificato una compagine che, in otto anni, ha già prodotto molto per la città.
Ora, alla guida dell’amministrazione, c’è una Giunta a trazione femminile, visto il nuovo ingresso dell’assessora alle pari opportunità.
Tre donne, due uomini per cercare di percorrere nel miglior modo possibile l’ultimo tratto di strada di questa Amministrazione.
Sono felice di questa scelta perché ritengo sia un bel segnale in un contesto storico difficile per una pari opportunità che, in Italia, fatica ad affermarsi se non, purtroppo, in modo forzato e artificioso.
Non c’è ancora quella cultura aperta e moderna che renda la “parità di genere” un aspetto normale della vita di ogni giorno.
Uomini e donne giudicati solo e soltanto per le loro qualità e non per il sesso, dovrebbe essere una consuetudine, il modo migliore per declinare una convivenza senza discriminazioni.
Una società più avanzata, più bella che non possa fare a meno delle potenzialità, delle qualità, dell’umanità di nessuno.
Non sarà Ceprano a cambiare questa triste situazione in Italia, ma qualcosa nel nostro piccolo abbiamo fatto.
Un minuscolo segnale verso una normalità che, auspico, possa diventare dell’Intero Paese e, perché no, di un mondo segnato da integralismi e guerre.

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