Salviamoci da noi stessi, (se siamo ancora in tempo)…

Mentre viaggiavo in autostrada guardavo con apprensione il valore della temperatura esterna, oscillante tra i 40 e i 41 °c.
Non mi era mai capitata una cosa del genere a giugno, così come non ricordo di aver mai visto in questo periodo fiumi in secca e campi arsi dal sole.
Dico subito che il pensiero è andato a mia figlia e ai suoi amichetti e, lo ammetto, ho provato vergogna pensando alla folle scelta compiuta in questi ultimi trent’anni di infischiarsene del clima, sacrificato sull’altare del profitto.
Fare finta di nulla è semplicemente ridicolo, pensare di poter cambiare ora è utopia.
Semmai potremmo cercare di limitare gli effetti di quel cambiamento a lungo evocato inutilmente da tantissimi scienziati nel mondo come possibile disastro globale, senza che i governi del pianeta facessero nulla per scongiurare il suo avvento.
Ci stiamo distruggendo con la consapevolezza di farlo, ma il danaro supera anche l’istinto di sopravvivenza, per cui la discesa all’inferno sembra inarrestabile.
I nostri figli ci malediranno, perché il mondo che stiamo lasciando loro è un brutto posto, segnato da carestie, guerre e, adesso, dal cambiamento climatico che rischia di ustionarci prima di congelarci.
Siamo stupidi e arroganti, indegni di vivere a fianco delle altre specie animali che, nel loro ciclo vitale, rispettano la natura e l’ambiente che le circonda.
Siamo dotati di intelligenza, ma non è andando su Marte che dimostriamo di utilizzarla, se poi ci ammazziamo in nome di un Dio inventato dall’uomo, se trucidiamo i nostri simili per danaro e spariamo missili su scuole, ospedali e centri commerciali pieni di civili inermi.
Intanto la natura, – che, in questi millenni si è rotta le scatole della nostra ottusa, cattiva insolenza -, ci sta presentando il conto.
D’emblée spariscono grandi fiumi, si abbassano drammaticamente i laghi, quando anch’essi non evaporano, non ci sono più i ghiacciai e dove il ghiaccio era eterno, ora si scoglie destabilizzando le correnti marine che ci regalavano il nostro indispensabile clima. Non so se un miracolo ci salverà, se questi terribili danni siano catastroficamente irreversibili, ma lo scenario attuale, frutto di decenni di nefandezze, fa davvero paura.
Così, dinnanzi a questo terrificante e straordinario spettacolo naturale, noi perseveriamo nell’ignorare la portata esiziale degli effetti, tanto da continuare indegnamente ad ammazzarci, ad inquinare senza sosta, a radere al suolo a suon di bombe intere città in una strage senza fine, mentre il mondo arde in attesa di congelare.
Non siamo certo espressione di Dio, la nostra infinita stupidità dimostra che siamo ospiti maleducati di un mondo che si è stancato di noi.
La nostra stupefacente megalomania ci fa dire “salviamo il pianeta”.
Non è così.
Semmai dobbiamo, se ancora possibile, salvarci da noi stessi, perché il pianeta terra sono miliardi di anni che esiste e ancora ci sarà.
Potrà essere incandescente o congelato, con acqua o senza ma continuerà a girare tranquillamente intorno al sole.
Potrà essere abitato da giganteschi dinosauri, o microscopiche formiche, disabitato o sovraffollato ma lui, diversamente da noi, piccoli e arroganti parassiti, ci sarà per qualche altro miliardo di anni.

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