È ora di farla finita con questa lamentela verso l’Europa, attribuendo a Bruxelles responsabilità che sono solo nella testa di chi denuncia assurdità.
Indubbiamente, la UE ha le sue lacune ma dobbiamo essere sinceri con noi stessi: il problema vero, quello che paghiamo caro, è la nostra politica inadeguata fatta di continui, inutili, anzi, dannosi compromessi al ribasso. Paesi che sulla carta sono (erano) dietro di noi, hanno sfruttato fino in fondo le opportunità che l’Europa ha concesso, ricostruendo o modernizzando intere città, potenziando i servizi, migliorando il loro tenore di vita.
Noi, invece, abbiamo considerato i miliardi europei come un tesoro da depredare, sul quale, da anni, si sono gettate a capofitto tutte le famiglie mafiose e ogni consorteria criminale possibile.
Tutto ciò a fronte di una enorme sofferenza dello Stato, alle prese con una burocrazia ignobile, frutto di un Paese afflitto da clientelismo, familismo, corruzione, che si crede culla del diritto, mentre è semplicemente culla di precarietà e incertezza.
Un Paese che riesce ad intercettare legalmente solo una microscopica parte dei fondi europei.
Questi difetti atavici, forse, irrisolvibili stanno ampliando a dismisura le conseguenze della pandemia e della criminale guerra putiniana.
Con il carburante sopra i due euro, le bollette energetiche alle stelle, un’inflazione galoppante e con gli stipendi più vergognosi d’Europa l’Italia dei peggiori compromessi, dei condoni e, quindi, della megaevasione fiscale, della precarietà patologica si avvia verso un autunno terrificante, con il rischio di pesanti conflitti sociali.
Questa politica urlatrice, incompetente, involontariamente ridicola, che continua a produrre assurdità e slogan non si è resa conto, ma come poteva essere altrimenti, del precipizio verso il quale stiamo allegramente correndo.
Presunti leader la cui ignoranza fa ridere il mondo, pensano di poter cambiare le sorti del conflitto tra la Russia e l’Ucraina, invece di contribuire alla soluzione dei problemi che affliggono l’Italia.
Statisti da operetta, che però contano all’interno delle misere dinamiche politiche nostrane.
Una vera e propria iattura.
Altri presunti leader che, nel loro modo di mostrarsi al pubblico ricordano i personaggi di Alberto Sordi, hanno incredibilmente buone possibiltà di poter guidare, purtroppo senza alcuna patente, questo Paese in futuro.
Il potere degli slogan, del non pensiero affascina un popolo che non fa più politica, non legge più libri, che ha dimenticato la propria storia e si nutre avidamente di talk-show.
Allora ben vengano interventi sguaiati, brutte figure di fronte la cultura, l’assenza di un credibile progetto, le simpatie fasciste per ottenere finalmente l’affossamento definitivo di questo Paese allo sbando.
Mentre aumentano i poveri, il ceto medio rischia di sparire e va avanti il processo di precarizzazione, s’incrina lo stato sociale deflagra il consenso per quella politica che negli anni ha favorito l’evasione fiscale; che ha sostenuto i provvedimenti ad-personam che hanno ulteriormente indebolito la capacità di risposta dello Stato all’illegalità; che vorrebbe un’Italia sovranista fuori dall’Europa, in balia delle grandi potenze; che vorrebbe una società retrograda intollerante e discriminante; che ha collaborato nella diffusione di fakenews scientifiche e politiche.
Purtroppo, questo è il penoso e pericoloso quadro attuale e proiettare lo sguardo più in là fa semplicemente accapponare la pelle.
Servirebbe un sussulto di dignità, un colpo d’ala della politica, una nuova consapevolezza della gente e una maggiore e più qualificata partecipazione, che possa mettere in condizione le persone di sceglierei in maniera informata.
Appunto, servirebbe.

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